L’AQUILA – Il redde rationem sul “caso” Roberto Santangelo, assessore regionale al Sociale e Cultura che per somma ira della Forza Italia dell’Aquila non vuole dimettersi dalla carica di presidente del Consiglio comunale del capoluogo d’Abruzzo, potrebbe avvenire in occasione del congresso cittadino dell’Aquila di Forza Italia che, corre voce, sarà convocato entro fine marzo.
E sarà quella l’occasione che i gruppi in lotta, nell’intero partito regionale, e non solo cittadino, si peseranno e si vedrà se uscirà rafforzato il segretario regionale e deputato, Nazario Pagano, che ha chiesto invano il passo indietro di Santangelo, dopo un anno di offensiva del il vicecoordinatore provinciale, l’aquilano Giorgio De Matteis e il segretario comunale Stefano Morelli.
Oppure il fronte opposto guidato dallo stesso Santangelo, assieme al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, il capogruppo in consiglio regionale Emiliano Di Matteo, il consigliere regionale Antonietta La Porta, entrata all’Emiciclo come “surrogata” di Santangelo nominato assessore. Con un ruolo in partita che avrà anche l’ex parlamentare ed ex sindaco di Celano, Filippo Piccone, rientrato in Fi portando in dote tremila tessere. In tal senso, ogni epilogo è possibile. Anche un accordo che possa sbloccare l’impasse.
Ultimo atto della vicenda, l’infuocata conferenza stampa di ieri a Palazzo Margherita a L’Aquila, dove il vicecoordinatore provinciale De Matteis e il segretario comunale Morelli, sono tornati a chiedere le dimissioni di Santangelo dalla carica di presidente del Consiglio comunale, ritenuta non compatibile, per una questione di opportunità, seppur nulla vieta il doppio ruolo, con la carica quella di assessore regionale al Sociale e alla Cultura, dopo la riconferma alle regionali del marzo 2024 con oltre 9.600 voti e dopo che in Fi era entrato solo nell’estate del 2023.
Nella partita del congresso comunale dell’Aquila, Santangelo ha il pallino in mano, avendo un migliaio di tessere. Quindi, Morelli oramai nemico giurato di Santangelo, la riconferma sarà una ardua impresa.
Eppure nel novembre scorso, con De Matteis al fianco di Santangelo era stato chiuso un accordo per il Morelli bis. Poi, si è scatenata la crisi politica e lo stop de rapporti personali, ed ora non si sa su chi punterà Santangelo.
Santangelo a maggior ragione non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro da presidente del consiglio comunale, e aveva del resto già risposto picche anche alla formale richiesta formulata da Pagano.
L’ambizioso politico aquilano confida anche nelle spaccature che intanto si stanno aprendo nel fronte a lui avverso. Corre voce infatti che il segretario provinciale, l’avezzanese Gabriele De Angelis, presidente della Tua, società regionale del trasporto pubblico, si stia sfilando dall’offensiva. Amico di Pagano, mira alla conferma di segretario regionale.
A L’Aquila intanto il capogruppo Daniele D’Angelo non ha partecipato alla conferenza stampa dichiarando la vigilia di non essere interessato alle “guerre dentro il partito”, mentre erano presenti l’assessore al Sociale Manuela Tursini, e gli altri due consiglieri Laura Cococcetta e Guglielmo Santella.
Tutti e tre eletti nel 2022 con la civica di Santangelo, L’Aquila futura, e poi passati a Fi. I quali ora, c’è chi assicura, sono un po’ in difficolta e in imbarazzo ad affilare le lame al fianco di De Matteis, contro chi, come Santangelo, il più votato in assoluto anche alle comunali del 2022, con il record di voti, ben 1.196, ha reso possibile anche la loro elezioni in consiglio e la nomina di Tursini in giunta.
Come del resto c’è amarezza per il “tradimento” e “l’ingratitudine” nell’entourage di Santangelo, dove un ruolo di stratega è svolto da Salvatore Santangelo, fratello scrittore e giornalista.
Ora in assenza di un accordo, Santangelo, dovesse vincere la sfida del congresso cittadino, avrebbe il controllo di un comitato comunale nemico del gruppo consiliare dell’Aquila.
C’è però chi nel partito comincia a pensare che, senza badare troppo per il sottile, non convenga fare la guerra a un campione di preferenze come Santangelo, e sia meglio cercare una indolore mediazione, piuttosto che perseguire la linea dura, anzi durissima, di De Matteis che ieri ha anche annunciato che della vicenda se ne interesserà presto il partito nazionale a cominciare dal leader del partito, vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, evidenziando che Santangelo avendo detto di no anche al segretario regionale Pagano ha di fatto fragorosamente infranto le regole che un partito deve avere, e che deve far rispettare, come pure “è grave” che Santangelo non si sia ancora iscritto al gruppo di Forza Italia in consiglio comunale dell’Aquila ed è rimasto unico componente della sua civica L’Aquila futura.
Questo a seguito dello svuotamento del gruppo di L’Aquila futura, che ha avuto come regista lo stesso De Matteis, in accordo con il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi di Fdi, che a loro volta hanno fatto pace dopo mesi di litigi ed offese pesanti per la questione del rimpasto di giunta. Problema che si è risolto da solo, con il passaggio dell’assessore Tursini da L’Aquila futura a Fi, compensando il posto perso dagli azzurri con il passaggio di Roberto Tinari all’Udc.
Contattato da Abruzzoweb Pagano, che evidentemente sulla delicata questione preferisce mantenere la consegna del silenzio, non ha risposto.
Santangelo ha poi di fatto smentito un suo interessamento a passare nella Lega, con tanto di incontro con Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le autonomie e segretario organizzativo del partito, come si vocifera dentro la stessa Forza Italia, condividendo le foto del trionfo post elettorale del marzo 2024 e con l’eloquente frase, “Sempre dalla stessa parte e con lo stesso entusiasmo”.
Contattato da Abruzzoweb, il segretario regionale della Lega nonché capogruppo in consiglio regionale e presidente della I commissione Bilancio Vincenzo D’Incecco sulla questione non ha inteso rilasciare alcuna dichiarazione.
Santangelo, questo è insomma oramai chiaro, non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro dalla carica di presidente del Consiglio e prosegue la sua attività da assessore come se nulla fosse.
Tenuto conto che essendo stato nel 2022 eletto all’unanimità presidente del consiglio comunale, ora servirebbe la stessa unanimità per sfiduciarlo, ipotesi remota. E anche il suo posto in giunta regionale è ad ora assicurato anche da un ottimo rapporto con il presidente Marco Marsilio di Fdi e con il presidente del consiglio Sospiri. Dopo che c’era stata maretta, perchè anche Santangelo mirava al posto da presidente del Consiglio, che Sospiri gli ha sfilato all’ultimo momento. Nella precedente legislatura Santangelo era stato eletto in Regione con Azione Politica dell’imprenditore Gianluca Zelli, nella coalizione del centrodestra, civica che però Santangelo ha lasciato al suo destino, accettando contro il volere di Zelli, subito ai ferri corti con Marsilio, la carica di vice presidente vicario Consiglio regionale.
Negli ambienti vicini a Santangelo si ripete inoltre che è solo al suo consistente pacchetto di voti che Forza Italia alle regionali del 2024 ha ottenuto uno straordinario risultato oltre la media regionale proprio all’Aquila, con un sostanzioso contributo del bacino di voti di L’Aquila futura. Con buona pace di De Matteis che invece al contrario sostiene che senza la mobilitazione del partito, e sua in prima persona, Santangelo non avrebbe mai ottenuto oltre 9.600 voti.
E la vera “ingratitudine”, per non dire “scorrettezza”, dal punto di vista di De Matteis, è quella di Santangelo. “Se vuole fare il leader, deve far crescere la forza politica a cui appartiene, che l’ha appoggiato in tutti i modi, lasciando spazio ad altri, non può fare il tappo. Un partito o lo rappresenti o non lo rappresenti, non puoi farlo solo quando ti fa comodo. Un partito, ripeto, ha delle regole, non è una giungla”, ha detto ieri in conferenza stampa.






