PESCARA – “Antonio Tajani è una figura insostituibile per Forza Italia. E’ una persona con una competenza politica profonda, con un profilo internazionale, con equilibrio, pragmatismo, esperienza”. Anche se “dovrebbe aprire di più a nuove leve” e “lo ius scholae non è una priorità”.
Sono i concetti espressi dall’amministratore delegato di Mediaset, il 56enne Pier Silvio Berlusconi, figlio di Silvio Berlusconi, scomparso a giugno 2023, fondatore di Forza Italia, e più volte premier, a margine della presentazione dei palinsesti televisivi.
Parole la cui eco arrivano anche in Abruzzo, trovando orecchi attenti in Forza Italia, un partito storicamente in ebollizione nel territorio regionale dove le correnti sono state sempre una realtà anche se da quasi 15 anni il pallino è nelle mani del segretario regionale e deputato Nazario Pagano, presidente della commissione Affari costituzionali della camera dei deputati. In questo momento sono in guerra con il politico pescarese, il suo concittadino, il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, e l’imprenditore di Celano ed ex consigliere regionale e deputato Filippo Piccone, appena tornato in Abruzzo con la non celata intenzione di candidarsi al parlamento.
Tutto ciò in un partito che ha registrato una crescita di consenso ed eletti alle ultime tornate elettorali, in primis alle regionali del 2024 e le politiche del 2022, ma resta attraversata da feroci rivalità e competizioni interne oramai decennali.
E se davvero spirerà il vento del rinnovamento, con Tajani presidente di Fi, vicepremier e ministro degli Esteri comunque ancora punto fermo, in politica è fondamentale fiutarne e seguirne la direzione al tempo debito. Soprattutto in vista delle elezioni politiche del 2027 a cui manco a farlo apposta puntano i tre big.
Nel corso dell’intervento, con un fuori programma, Pier Silvio Berlusconi non ha nemmeno escluso in futuro di proseguire lungo la strada tracciata dal padre nel 1994, scendendo in campo in prima persona.
“Oggi non ho nessuna intenzione, ma guardando al futuro non escludo che a un certo momento possa dire ‘perché no’? Una sfida completamente nuova! Ma è sciocco parlarne oggi”, e ha invitato Tajani però ad aprire il partito “a nomi nuovi, “non necessariamente giovani. Servono persone capaci, serie, con competenza. Questo non significa buttare via chi c’è: io ho grande stima per chi ha fatto un percorso, da Maurizio Gasparri a Licia Ronzulli ad altri. Ma serve aprire, servono nuovi innesti, nuove voci, altrimenti si rischia di chiudersi. Mio padre ha sempre voluto un partito ampio, rappresentativo, con tante sensibilità. Tajani è insostituibile, ma accanto a lui è giusto costruire, inserire figure nuove che possano crescere”.
Tajani si è messo dunque sulla scia di Piersilvio Berlusconi, dando seguito all’invito del rinnovamento, annunciando che gli iscritti eleggeranno nuovi leader regionali
Ha detto nella direzione nazionale: “Credo in un rinnovamento profondo, credo che un partito che non ha più un leader carismatico come era Silvio Berlusconi, che rimane il nostro leader morale e la nostra fonte di ispirazione politica, debba coinvolgere un maggior numero di persone: siamo arrivati a 150mila iscritti lo scorso anno, e credo che quest’anno ne avremo anche di più, a dimostrazione che c’è grande voglia di partecipare, ma sono convinto che la classe dirigente debba essere scelta dalla base e non imposta da un segretario o dai vice che sono eletti dal congresso”.
Tornando dunque in Abruzzo: per ora il segretario regionale, dal lontano 2013, Pagano può godere di una posizione blindata, a dispetto dei suoi 68 anni, vista l’autorevolezza a livello nazionale acquisita anche per il suo ruolo di presidente della prima commissione Affari costituzionali, dopo essere stato senatore ed ex presidente del Consiglio regionale, nonché recentemente nominato componente della segreteria nazionale. Può vantare poi una vicinanza e un rapporto di fiducia con Tajani, e ancor prima con la famiglia Berlusconi.
Ma è chiaro che il richiamo del figlio dello scomparso Cavaliere a “guardare avanti e a introdurre nella squadra del partito presenze nuove che non vuol dire per forza giovani”, non sarà passato inosservato al presidente del consiglio regionale, il 50enne Lorenzo Sospiri, che da tempo mira a prendere il posto di Pagano a capo degli azzurri abruzzesi, nel nome anche del ricambio generazionale.
E ci era andato vicino, visto che Sospiri e Pagano avevano sottoscritto un patto prima delle politiche del settembre 2022, che hanno visto la riconferma di Pagano dal Senato alla Camera e la non elezione di Sospiri, sia pure di in soffio, al Senato. E appunto si era pattuito che in questa evenienza, Pagano avrebbe ceduto la carica di coordinatore a Sospiri. Passaggio del testimone mai avvenuto.
Sospiri può godere anche del sostegno di Roberto Santangelo, assessore regionale e presidente del consiglio comunale dell’Aquila, che ora controlla il partito nella sua partita in provincia, che si è riappacificato dopo lo “scippo”, da parte di Sospiri, della presidenza del Consiglio, a cu anche Santangelo mirava, e anche da parte di Daniele D’Amario, sottosegretario della giunta regionale con delega al turismo e alla programmazione. Il punto è che Sospiri per quanto stimato anche a livello nazionale, ha meno carte da giocarsi rispetto a Pagano che oramai a Roma è di casa, e molto quotato e ascoltato in transatlantico.
Ad agitare le acque c’è però ora il ritorno in Forza Italia pompa magna del 63enne imprenditore Filippo Piccone, ex consigliere regionale, ex parlamentare, ed ex sindaco della sua Celano. Un ritorno con una valigia colma di 3mila tessere per il congresso provinciale. Rivale di vecchia data di Pagano, a maggior ragione perché ora Piccone non ha fatto mistero di voler tornare in parlamento e da questo punto di vista l’attuale deputato che ovviamente non ha alcuna intenzione di rinunciare ad un terzo mandato, rappresenta il principale competitor per un posto in lista sicura.
Anche Piccone può contare su forti entrature nel partito nazionale, direttamente con la famiglia Berlusconi, secondo alcuni rumors con Marina Berlusconi, e con lo stesso Tajani.
Non vanno poi dimenticate le nuove leve del partito, che guardano con interesse alla rivoluzione in corso, come il consigliere regionale Emiliano Di Matteo, ex sindaco di Ancarano eletto nella Lega nella passata legislatura, e poi approdato agli azzurri, o all’assessore regionale Roberto Santangelo, che è anche presidente del consiglio comunale dell’Aquila, arrivato in Fi prima delle elezioni regionali del 2024, dove è stato il più votato in assoluto degli azzurri, con 9.587 voti.





