L’AQUILA – “Produzione e promozione sono le due facce della stessa medaglia”.
Parte da qui l’appello rivolto all’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo da Federico Vittorini, direttore dell’Aquila Film Festival, Marco Maiorano, presidente del Sulmona International Film Festival, e Guido Casale, direttore dell’Adriatic Film Festival, che chiedono una riforma delle politiche regionali di sostegno alla promozione cinematografica.
I firmatari esprimono apprezzamento per la nascita dell’Abruzzo Film Commission e per la pubblicazione del primo bando dedicato alle produzioni, definiti “un traguardo storico” e “il segnale che l’Abruzzo vuole finalmente giocare un ruolo da protagonista nel panorama dell’audiovisivo nazionale”.
Tuttavia, avvertono, “questa nuova architettura rischia di poggiare su fondamenta fragili” se al sostegno alla produzione non verrà affiancata “una riforma strutturale e organica della promozione”.
Nel documento viene richiamata la legge regionale 98/99, indicata come riferimento storico per i festival cinematografici abruzzesi, ma “non finanziata da troppo tempo nel capitolo specifico”.
Critiche anche alla legge regionale 55/2013, giudicata “del tutto inconsona” a sostenere le specificità di un festival di cinema, che “non è un semplice evento di spettacolo dal vivo”, ma “un ecosistema complesso fatto di formazione, internazionalizzazione, accoglienza e mercato”.
Secondo i promotori della lettera, “un sistema cinema sano non può limitarsi ad attrarre set sul territorio” se poi non coltiva il pubblico, non sostiene la critica e non offre vetrine alle opere.
Da qui la richiesta all’assessorato di “scrivere una pagina nuova”, superando “la frammentarietà degli interventi attuali” e riconoscendo ai festival cinematografici il ruolo di “partner strategici per lo sviluppo del territorio”.
Si chiede dunque un quadro legislativo capace di dare stabilità, consentire “una programmazione triennale” e armonizzarsi con le nuove sfide poste dalla Film Commission.
Vittorini, Maiorano e Casale si dicono disponibili a un “tavolo di confronto tecnico e propositivo”.






