ROMA – Il pranzo di ferragosto rischia di diventare sempre di più un lusso per pochi.

I prezzi dei menù lievitano anno dopo anno e il 2011 registra rincari che vanno dallo 0,8 per cento, per il menu di carne, al tre per cento per quello di pesce.

Fino ad arrivare al 5,5 per cento per la tradizionale frittura di paranza.

E’ quanto emerge da un’indagine dell’Adoc, l’associazione di difesa del consumatore.

Ad essere colpita dai rincari, tuttavia, non è solo la frittura: l’antipasto di mare è più cara del 0,9 per cento, gli spaghetti con le vongole del 2,6 per cento, le linguine all’astice del 2,2 per cento e la spigola dello 0,9 per cento, facendo lievitare il conto finale in media di 2 euro, pari a circa il 2,6 per cento, per una spesa media di 56 euro a persona.

Ma è possibile pagare anche oltre 70 euro per un classico menu di pesce.

I rincari maggiori riguardano la grigliata mista, il cui costo è aumentato dell’1,9 per cento.

Rimangono stabili solo il contorno di patate, il caffè e l’amaro.

E per la maggior parte degli italiani Ferragosto al ristorante rimane un sogno, tanto che solo il 17 per cento opterà per questa soluzione.

Il 45 per cento dei consumatori preferirà, al contrario, rimanere a casa o andare in un più economico agriturismo, scelto dal 28 per cento degli italiani.