L’AQUILA – Pur rispettando la conferma del presidente uscente Angelo Trombretta al Comitato Abruzzo della Federugby, dopo le elezioni che si sono svolte lunedì scorso all’Aquila, Mauro Zaffiri della Gran Sasso Rugby e Antonio Angelone del Sambuceto criticano il comportamento avuto dai rappresentanti dell’Aquila Rugby 1936, Marco Molina e Massimiliano Placidi.

I due esponenti hanno inviato una lettera ad Abruzzoweb per spiegare le motivazioni.

Per Zaffiri e Angelone ”L’Aquila Rugby 1936 appoggiava la candidatura come presidente di Pietro Pulsoni, ma poi ha preferito saltare sul ’carro del vincitore’ senza rispettare gli accordi”.

QUESTO IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA.

In questi tre mesi ci siamo riuniti tante volte, prima del voto nazionale e poi successivamente, in vista del voto dello scorso 3 dicembre alla sede della Polisportiva Paganica Rugby e L’Aquila Rugby 1936.

Ci incontravamo per analizzare, secondo i nostri parametri, quale programma era importante per il rugby nazionale e quale era importante per il rugby regionale abruzzese.

Naturalmente abbiamo sempre rispettato la cordata opposta, formata in regione da diverse società con a capo l’Avezzano Rugby a sostegno di Angelo Trombetta (presidente uscente).

Quello che è accaduto nella serata di lunedì non ci sconforta per la mancata presenza del presidente dell’Atessa, che giorni addietro aveva firmato la candidatura a Pietro Pulsoni, presente era invece il vice presidente Gelsomino Genovesi, senza delega, ma il comportamento delle due società aquilane, la Polisportiva L’Aquila Rugby e L’Aquila Rugby 1936 con i suoi rappresentanti.

Appurata la notizia della mancata presenza dell’Atessa e quindi di una sconfitta per 9 voti rispetto alla cordata opposta, le due società aquilane sono andate all’attacco e difatti passati all’altra sponda per garantirsi l’elezione certa dei due propri candidati, Giovanna Arnone della Polisportiva e Marco Molina dell’Aquila 1936.

Quindi, riunioni, incontri, definizioni di programmi, tutto bruciato in 10 minuti. Vogliamo ricordare alle due società aquilane che il candidato presidente proposto è stato accettato da tutte le società partecipative di tanti incontri, un ragazzo aquilano di 27 anni, avvocato, con tante potenzialità e passione per questo sport con l’intento di fare il bene di questa regione.

Due generazioni di differenza con l’attuale presidente avrebbero fatto molto bene al rugby abruzzese. I due presidenti delle due società, o suoi delegati, hanno perso un’occasione d’oro, quella di dimostrare coerenza, e cultura della partecipazione votando quando concordato. È inutile scrivere sulla stampa che il presidente Trombetta è stato eletto grazie ai voti della Polisportiva e L’Aquila Rugby perché non è così, sono saltati soltanto sul carro dei vincitori 10 minuti prima delle elezioni.

È giusto dire che i due consiglieri sono stati eletti grazie al presidente Trombetta e la cordata che la rappresentava.

La tabella dei voti e i due schieramenti con il quorum fissato a 1.145 a causa dell’assenza dell’Atessa.

Per il candidato presidente Trombetta: Avezzano 326, Marsica Rugby 20, Sulmona Rugby 115, Polisportiva Abruzzo Rugby 229, Old Pescara 227, Fidas Teramo 237. Totale Voti 1.154 (numero 9 voti in più del quorum).

Per il candidato presidente Pulsoni: Polisportiva Paganica Rugby 133, Gran Sasso 195, Vussa Paganica 60, Sambuceto 2008 145, Vasto 23, Club Tortoreto 107. Totale voti 701.

Assente Atessa 95. Polisportiva L’Aquila Rugby 195, L’Aquila Rugby 1936 238. Voti raggiunti dal presidente Trombetta 1.587;  voti raggiunti da Pulsoni 701; voti non utilizzati 95. Totale voti Abruzzo 2.380.

Scriviamo questa analisi del voto, perché la cultura della vittoria costruita in questo modo non aiuta a risolvere i problemi del rugby ma soprattutto non testimonia i valori del nostro sport.