L’AQUILA – “C’è una mancanza di coordinamento totale che dura da 15 anni in Abruzzo. Bisogna capire l’origine di molte contraddizioni, altrimenti si fa prima a dire agli operatori di vendere i loro alberghi e investire altrove”.

Giammarco Giovannelli, presidente di Federalberghi Abruzzo, condivide la denuncia fatta dal responsabile nazionale di Cna Balneatori, Cristiano Tomei, che qualche giorno fa ha parlato di un’assenza di gioco di squadra tra i vari comuni costieri abruzzesi e di regia da parte della Regione ai fini di un complessivo rilancio del turismo.

Una riflessione necessaria, visto il pessimo andamento della stagione turistica in quello che lo stesso Giannangeli prevede sarà “l’agosto più nero della storia” confermando la flessione nazionale sulla presenza di turisti, “A oggi in alcune località c’è decremento che oscilla tra il 20 e il 40 per cento”, e l’allarme rosso lanciato ieri su AbruzzoWeb dal presidente regionale di Confesercenti, Bruno Santori, “in ballo c’è la sopravvivenza”

“Per le istituzioni sembra difficile mettere ai primi posti una seria programmazione e dare attenzione ai comparti produttivi – spiega Giovannelli – Si riconosce che lo sviluppo del settore crea un importante indotto occupazionale, ma concretamente questa consapevolezza non è mai stata affermata nei bilanci istituzionali, affinché si realizzino infrastrutture territoriali dedicate alle località che hanno una crescita esponenziale in termini turistici”.

Accanto a una scarsa attenzione da parte della politica regionale c’è per Giovannelli anche l’atteggiamento controproducente dei piccoli comuni che hanno continuato a curare solo il loro orticello: “Sono 15 anni di totale campanilismo politico da parte degli enti locali, un atteggiamento che ha portato a scarsi progetti unitari, ripetizioni di iniziative inutili e mancanza di sintesi costruttive”.

“Siamo stufi di dover sentir parlare di abbandono di spiagge erose, petrolizzazione in territori che stiamo cercando di rilanciare, come il caso dei Trabocchi. E ancora, vogliamo capire che ruolo hanno l’aeroporto, il dragaggio del fiume Pescara, la questione L’Aquila, città dal grande valore culturale che si deve rilanciare con strategie condivise”.

Per Giovannelli è ora di rivedere anche l’utilità di enti che si sono dimostrati poco utili, “come il caso l’Unione di Comuni della Val Vibrata nella questione del malfunzionamento del depuratore di Alba Adriatica, che ha provocato grandissimi disagi”.

“Il territorio della Val Vibrata ha un’alta vocazione turistica, quando avvengono problemi del genere si comprende che l’Unione dei Comuni è un fallimento. Chiediamo ripensamento di questo ente quantomeno negli scopi”.