AVEZZANO – “Non penso che nelle città dei leghisti D’Eramo D’Incecco, L’Aquila e Pescara, non sarebbero accettate invasioni di campo, di imposizioni di scelte politiche, come quelle che si sono verificate a Avezzano, che è una città che merita rispetto”.
Parte subito alla carica, nell’intervista ad Abruzzoweb, il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia, che torna ad attaccare, ai massimi livelli, la Lega, che alle elezioni di primavera appoggerà assieme all’Udc il candidato a sindaco uscente, il civico Gianni Di Pangrazio, abbandonando la coalizione di centrodestra, dove Fdi, Fi e Noi Moderati sostengono invece l’ex questore Alessio Cesareo, lanciato in primis proprio da Verrecchia. E in tal senso non le manda a dire al sottosegretario all’Agricoltura, l’aquilano Luigi D’Eramo, e al coordinatore regionale e capogruppo in Consiglio regionale, Vincenzo D’Incecco, considerati i registi dell’operazione.
Tutto ciò alla vigilia della conferenza stampa di domani della Lega ad Avezzano, che inaugurerà la loro campagna elettorale e in cui saranno illustrate le ragioni politiche della scelta.
Verrecchia è a maggior ragione irato per il fatto che la Lega sarà quasi sicuramente al fianco del Partito democratico, pronto a “camuffarsi” in una lista civica, e senza simbolo, in appoggio anch’esso a Di Pangrazio, e visto che, anche se non se ne parla, oramai è evidente, entrando a far parte della coalizione Patto per Avezzano, dell’ex assessore ed ex dem, Roberto Verdecchia.
Stessi concetti espressi da Verrecchia del resto anche sui social, con un fuoco di fila di post al vetriolo, contro la Lega assieme al Pd, “il diavolo e l’acqua santa”, “ipotesi che lascia senza parole” del tipo. “Francia o Spagna purché si mangia”.
Per quello che riguarda la campagna elettorale in appoggio a Cesareo assicura comunque Verrecchia: “si respira un’aria positiva, l’anima del centrodestra che vive ad Avezzano incomincia a risvegliarsi e a ritrovare un senso di appartenenza nella politica. Abbiamo messo a disposizione della città una persona di spicco, come Cesareo, autorevole, che conosce l’amministrazione sia dello Stato sia quella locale, che nella sua vita è stato un questore, che ha avuto come compito quello di parlare spesso e dialogare con i cittadini e si è sempre mostrato molto forte nella difesa dei deboli”, mentre dall’altra parte “c’è la propaganda Di Pangrazio, che annuncia opere che già ha promesso più di cinque anni fa e non sono state realizzate, c’è il solito ‘asfalto elettorale’ per cui l’amministrazione si è indebitata fortemente, solo per appaltare il rifacimento di strade non dove serve, ma dove è più visibile, con i problemi non risolti che tali restano”.
E poi c’è la “poca chiarezza e molta incoerenza”, quella della Lega, ma Verrecchia tiene a sottolineare che il problema riguarda solo Avezzano, le sue dinamiche interne, senza conseguenze per gli equilibri in Consiglio regionale, e altre scadenze elettorali come quelle di Chieti, o come le elezioni provinciali del 21 dicembre, dove il centrodestra si è presentato compatto con la rielezione per il terzo mandato di Angelo Caruso di Fdi, sindaco di Castel di Sangro.
“È ad Avezzano che la Lega ha assunto una posizione non in linea con la coalizione – afferma il capogruppo di Fdi -, per di più cercando di far ricadere le responsabilità verso gli altri partiti del centrodestra, quando invece le responsabilità sono tutte all’interno di casa loro. Vorrei ricordare che il sottosegretario D’Eramo annunciò attraverso un’intervista non casuale, in occasione dell’inaugurazione di Marsicaland, che la Lega avrebbe potuto appoggiare l’attuale sindaco. Ma c’era stato un tavolo dove anche i rappresentanti della Lega si erano seduti per condividere un percorso con noi. Quando siamo venuti a conoscenza che in realtà già tutto era stato deciso, non è che potevamo farci mettere l’anello al naso e abbiamo proposto Cesareo”.
Ed ecco Verrecchia caricare ulteriormente a pallettoni l’archibugio: “parliamo del resto di persone che sono di un luogo diverso rispetto ad Avezzano, non penso che nelle città dei leghisti D’Eramo e D’Incecco, L’Aquila e Pescara, sarebbero state accettate simili invasioni di campo. E alla Lega voglio anche ricordare che Fratelli d’Italia ha appoggiato lealmente cinque anni fa il loro candidato a sindaco, Tiziano Genovesi, ora passato a Forza Italia”.
Per non parlare poi del fatto che la Lega, potrebbe correre, ma per Verrecchia si può togliere anche il condizionale, al fianco del Partito Democratico.
“Non viviamo a New York, le cose si vengono a sapere, certe dinamiche in corso sono comprensibili anche per un ragazzo che si affaccia per la prima volta in politica. Con Di Pangrazio si ricandideranno esponenti della attuale maggioranza, espressione del centrosinistra ed ex Pd, compresa Concetta Balsorio, che ha partecipato con tanto di fascia tricolore all’occupazione abusiva del Consiglio regionale, ad aprile dell’anno scorso, cantando Bella Ciao”.
Parallelamente, prosegue Verrecchia, “sono ancora più evidenti i segnali di accordo da parte del Pd con Di Pangrazio ovvero di un inciucio, altro termine non c’è. Il Pd, che ha come massimo esponente sul territorio Michele Fina, senatore e tesoriere nazionale, aveva annunciato una lista forte con un proprio simbolo, ma questo simbolo non si vede e gli elettori non lo vedranno mai, ci sarà solo una lista con un altro nome con candidati di riferimento, diciamo ‘non marcati’ ma che comunque andranno a sostenere l’attuale amministrazione”.




