ROMA – “Crollo delle visite oculistiche per paura di essere contagiati”.

L’allarme arriva dalla Società oftalmologica italiana (Soi) che scrive: “A causa dell’emergenza, un grande numero di pazienti affetti da disturbi e malattie visive non ha più avuto accesso alle visite medico oculistiche e alle terapie salvavista perchè ridotte o sospese in quasi tutti gli ospedali. La gravità di questo dato è stata amplificata dal fatto che per paura di essere contagiati moltissimi pazienti hanno interrotto le cure. Questi pazienti rischiano danni permanenti alla vista”.

La Soi, che per la fase 2 ha elaborato linee guida che tutelano sia il medico che il personale sanitario e amministrativo e i pazienti, ha scritto al Ministro della Salute perché decreti l’opportunità di affiancare a queste indicazioni il ricorso ai tamponi per la diagnosi “così come è stato deciso in molti Ospedali della Lombardia e del Piemonte”.

“Da settimane i pazienti evitano di recarsi nei Pronto Soccorso e negli ambulatori privati – sottolinea il presidente Soi Matteo Piovella -. Per capire cosa sta succedendo è sufficiente considerare il dato statistico che evidenzia un calo del 90% dei distacchi di retina registrati in Pronto Soccorso”.

“La richiesta di tampone è la naturale evoluzione delle nostre linee guida – spiega – e le motivazioni per l’applicazione del tampone ai pazienti che si sottopongono a intervento chirurgico sono logicamente valide ed applicabili anche per i pazienti che devono sottoporsi a visite o esami in qualunque ambito, anche considerato che il 70% dell’attività oculistica avviene al di fuori del Sistema Sanitario Nazionale”.