ROMA – “Non sono entusiasta del documento della Conferenza delle Regioni” con la richiesta di anticipare le aperture dei negozi, “per un semplice ma fondamentale motivo: prima dobbiamo capire gli effetti di queste giornate di riapertura, misurare i numeri, i dati che ci arriveranno e poi decidere i passi successivi. Ma per avere informazioni attendibili è necessario attendere qualche giorno”.
Per il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, intervistato dal Corriere della Sera, c’è “troppa enfasi su questa Fase 2. Prima vediamo i dati e poi parliamo di date”.
“Secondo me il concetto di Fase 2 è stato fin troppo caricato di aspettative. Questo, in realtà, è il momento più delicato, è quello del monitoraggi, del controllo, della raccolta di dati utili per capire cosa ci aspetta”, ribadisce Fontana.
E invece “vedo tanta gente che si è riversata nei parchi per le strade, davanti ai bar e che usa la mascherina come un nuovo accessorio da tenere sotto il mento e da indossare correttamente in caso di controlli”.
Sui test, “stiamo lavorando per implementare i tamponi e i test sierologici”, assicura Fontana, che si dice “molto perplesso di fronte al proliferare di offerte, che definirei di mercato. Questa è una situazione molto seria, e tutto quanto dovrebbe rispondere a criteri di massima attendibilità. E poi è bene ricordare che il test sierologico ha valore epidemiologico, non diagnostico”.






