L’AQUILA – L’ombra del contenzioso sul bando “Fare Centro”, che stanzia 12 milioni di euro (presi dal 4% dei fondi per la ricostruzione post-terremoto 2009) per sostenere il rientro delle attività economiche nel centro storico del capoluogo e degli altri comuni del “cratere”, in particolare contro gli esiti della linea A riservata a sostenere attività già presenti nel cuore della città prima del sisma.
Come già confermato ad AbruzzoWeb dal vice presidente della Regione Abruzzo con delega alle Attività produttive Giovanni Lolli, sono state decine le istanze in autotutela per contestare l’esclusione dal bando, in alcuni casi preventive rispetto alla possibilità di ricorso al Tar per far valere le proprie ragioni.
In particolare, a essere contestata c’è la severità dell’applicazione delle regole da parte degli uffici regionali preposti alla selezione delle domande.
Anche se, ovviamente, il personale non può compiere atti contro legge chiudendo un occhio, secondo quanto appreso da fonti dei commercialisti che hanno svolto da consulenti per professionisti e imprenditori che volevano partecipare al bando e che sono stati bocciati, era stata ipotizzata una certa flessibilità nell’interpretazione e, soprattutto, la concessione della possibilità di sanare eventuali carenze.
Un’apertura mostrata, anche con toni garbati che facevano ben sperare, sia in riunioni con gli addetti ai lavori sia ai singoli consulenti che hanno chiamato gli uffici o si sono presentati a palazzo Silone.
Invece è prevalsa alla fine una linea più draconiana, che ha portato alla bocciatura netta di chi non aveva compilato alla lettera i moduli per la partecipazione o presentato documentazione perfetta.
“La commissione opera in modo oggettivo, se ritengono che abbia fatto degli errori compiranno le scelte che ritengono”, ha detto Lolli su questo facendo notare un numero di esclusi rispetto a bandi simili “percentualmente molto, molto inferiore”.
Sono in gran parte professionisti, in tutto 51, i beneficiari della linea A del “Fare Centro”. Sono 235 in totale le domande pervenute, di cui 150 idonee, 4 idonee con riserva, 34 escluse e 44 respinte, nell’ambito della linea rivolta al ritorno di attività già presenti alla data del 6 aprile 2009. Insieme ai professionisti, il maggior numero di domande arriva da ristorazione e bar (28), commercio al dettaglio (25) e servizi (17).
Due su quattro, invece, le domande idonee della linea C, riservata al processo di riqualificazione di viale della Croce Rossa. Una è del distributore di carburanti, l’altra dell’officina nota come Nuno Gomme.
È per questo che la linea B, destinata agli operatori che hanno avviato o intendono avviare l’attività ex novo successivamente al terremoto, potrà beneficiare di un ulteriore milione di euro.
La graduatoria di quest’ultima linea era stata annunciata per la scorsa metà di dicembre ma come ammesso sempre da Lolli slitterà al 2018. Alberto Orsini





