L’AQUILA – Decisione a sorpresa da parte del Tribunale dei minorenni dell’Aquila: è stato dato il via libera al percorso per il ricongiungimento della cosiddetta famiglia del bosco, ma secondo un iter a tappe monitorato dai servizi sociali che dovranno certificare il reinserimento dei tre minori.
Secondo quanto si apprende, i giudici avrebbero dato l’ok subordinandolo a un percorso progressivo che potrebbe portare i figli della coppia anglo-australiana a lasciare poi definitivamente la casa famiglia dove sono ospitati da otto mesi.
Conferma avvocato Simone Pillon, legale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, genitori della cosiddetta ‘famiglia nel bosco’ di Palmoli: “Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha depositato il proprio provvedimento in relazione all’istanza della difesa del 25 giugno scorso. Il decreto, firmato dalla presidente Angrisano nei suoi ultimi giorni di servizio all’Aquila, corregge parzialmente le precedenti decisioni e dispone un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia, con rientri diurni immediati a Palmoli e – da ottobre – con pernotti in famiglia nel fine-settimana”.
Ieri Pillon – in una intervista a Libero – aveva spiegato che “tutte le presunte criticità sono state superate: la situazione abitativa è risolta, la famiglia ha intrapreso volontariamente un percorso di sostegno alla genitorialità e i bambini hanno brillantemente superato l’esame di ammissione alla classe successiva (la quarta elementare per la più grandicella e la seconda per i gemellini, ndr). Inoltre la collaborazione con il tutore e il servizio è piena”.
Commenta la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella: “Poiché ogni decisione viene assunta invocando l’interesse dei minori, ed è il loro bene che deve orientare scelte e decisioni, sarebbe importante che in situazioni di questo tipo ci fosse una verifica da parte terza sugli effetti dei provvedimenti assunti sulla salute dei bambini, esaminando il prima e il dopo e valutando alla luce del loro benessere come si debba andare avanti”.
“Il ricongiungimento ‘a tappe’ dei bambini Trevallion con i loro genitori, stabilito dai giudici, può essere infatti un passo decisivo per la riunificazione della famiglia, ma le ulteriori limitazioni imposte, e il tempo che va ad aggiungersi a quello già trascorso, meriterebbero un’analisi oggettiva della situazione dei piccoli – ha sottolineato Roccella in una nota – e della rispondenza di ogni scelta all’interesse loro e della loro salute. Vale per la ‘famiglia nel bosco’ come per le tante famiglie colpite da provvedimenti di allontanamento, che certamente vengono assunti con delle motivazioni, ma rispetto ai quali, vista la posta in gioco, le verifiche e le valutazioni sul benessere psicofisico dei minori sono necessarie”, precisa la ministra.
DALLA SEPARAZIONE AL LENTO RITORNO A CASA, LE TAPPE DEL CASO
Dalla sospetta intossicazione da funghi all’allontanamento dei tre figli, fino al progressivo riavvicinamento deciso oggi: la vicenda della famiglia nel bosco è segnata da ricorsi, perizie e provvedimenti giudiziari.
Un caso che dura ormai da due anni e che presto potrebbe trovare una definitiva risoluzione.
23 settembre 2024 – L’intera famiglia viene ricoverata tra Chieti e Vasto per sospetta intossicazione da funghi.
13 novembre 2025 – Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila dispone l’allontanamento dei tre minori, il loro collocamento in struttura protetta e la sospensione della responsabilità genitoriale.
20 novembre – Il provvedimento viene eseguito: i minori vengono collocati in casa famiglia insieme con la madre, seppure con le prescrizioni disposte dall’autorità giudiziaria.
26 novembre – L’avvocato dei genitori, Giovanni Angelucci, rinuncia al mandato. Subentrano Marco Femminella e Danila Solinas.
19 dicembre – La Corte d’Appello rigetta il ricorso contro l’allontanamento e conferma il collocamento dei minori in struttura protetta.
23 dicembre – Il Tribunale dispone una perizia psicologica sui genitori.
6 marzo 2026 – I giudici ordinano l’allontanamento della madre dalla struttura in cui si trovano i figli, confermando il collocamento in casa famiglia. La presenza della donna è considerata “nociva” dal tribunale.
8 marzo – Il ministro della Giustizia Carlo Nordio dispone un’ispezione presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
18 marzo – I legali presentano reclamo alla Corte d’Appello contro l’allontanamento della madre.
28 aprile – Viene depositata la relazione tecnica preliminare sulla capacità genitoriale. La consulente esclude il ricongiungimento immediato e rileva ancora fragilità genitoriali.
30 aprile – La Corte d’Appello dell’Aquila dichiara improcedibile il reclamo contro l’allontanamento della madre.
12 maggio – Il Tribunale respinge un altro ricorso dei genitori per il rientro della madre nella struttura con i figli. Nello stesso giorno Femminella e Solinas rinunciano al mandato. La difesa passa all’avvocato Simone Pillon.
4 giugno – Il ministro della Giustizia archivia il procedimento sui magistrati del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, non ravvisando illeciti disciplinari.
8 giugno – Viene depositata la perizia definitiva sulla capacità genitoriale, che prospetta un futuro rientro dei minori in famiglia in presenza di adeguate condizioni.
25 giugno – L’avvocato Pillon presenta una nuova istanza di ricongiungimento familiare.
7 agosto – Il legale Pillon sollecita il Tribunale a decidere sulla richiesta di ricongiungimento.
1 settembre – Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila dispone un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia: rientri diurni immediati a Palmoli sotto la supervisione degli assistenti sociali. Da ottobre, invece, pernottamenti in famiglia nel fine settimana.





