VASTO – Sono ripartiti dall’inizio, dai libri e dai quaderni rimasti chiusi nel cassetto. A quasi due mesi dall’ingresso nella casa famiglia, i bambini del bosco hanno ripreso le lezioni grazie all’aiuto di una maestra in pensione che da oggi ha cominciato ufficialmente il suo percorso insieme ai tre figli della coppia anglo-australiana a cui, ormai dal 20 novembre, è stata sospesa la responsabilità genitoriale.
Un paio d’ore per riprendere confidenza con lo studio e per conoscere i bambini, mantenendo il metodo dell’istruzione parentale che la ‘famiglia del bosco’ ha adottato da sempre, sin da quando viveva nel casolare tra gli alberi.
Intanto, dallo psichiatra che segue la famiglia, Tonino Cantelmi, arriva l’ennesimo appello a “cercare di non “prolungare troppo il tempo del dolore”.
Quel tempo sospeso in attesa degli accertamenti della perizia psicologica disposta dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila dopo aver rigettato il ricorso della famiglia. I giudici vogliono accertare la stabilità della coppia prima di prendere qualsiasi decisione.
Per questo tra dieci giorni, il 23 gennaio, prenderanno il via i test del consulente tecnico d’ufficio, la psicologa Simona Ceccoli.
“La perizia è una grande opportunità di chiarezza e, su questo, condivido la scelta del Tribunale – è il parere del superperito di parte Cantelmi, con un passato in Vaticano come consulente di uno dei Dicasteri della Santa Sede -. Forse andava fatta in quel fatidico anno che ha preceduto il prelievo (dei bambini), per trovare una modalità di accompagnamento senza giungere a una decisione dalla potenzialità traumatica elevata. Il consulente tecnico d’ufficio è una psichiatra esperta. Noi siamo collaborativi. Purtroppo la perizia ha tempi tecnici che non si accordano con i bisogni dei bimbi e la necessità di trovare al più presto una modalità di accompagnamento non traumatizzante”.
Il ritorno in “classe” dei ‘bimbi del bosco’ è un primo passo da parte della famiglia verso le richieste dei giudici e andrà avanti ancora per i prossimi mesi, nella speranza di un ricongiungimento.
“Lo speriamo tutti”, sono state le parole della maestra in pensione. Prima, però, c’è da superare lo scoglio della scarsa scolarizzazione certificata dagli assistenti sociali.
“Se non ci conosce la lingua è difficile anche fare la matematica – ha detto la nuova insegnante -, ma l’idea è quella di portare avanti un programma completo. Abbiamo cominciato, ci sono belle sensazioni e i bambini sono tranquilli. Avevo dato una disponibilità e quando si aiuta una persona la si aiuta secondo quanto ti dicono. Su questa vicenda, però, c’è troppo rumore”.





