L’AQUILA – È la giornata decisiva per Nathan e Catherine, i genitori della famiglia di Palmoli che viveva nel bosco, in vista dell’udienza di oggi al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. Il Tribunale potrebbe decidere sul ricongiungimento con i loro tre figli, allontanati lo scorso 20 novembre e attualmente ospitati in una struttura protetta. L’attenzione del collegio, guidato dalla presidente Cecilia Angrisano, sarà concentrata su due fronti: l’idoneità dell’alloggio destinato a ospitare la famiglia e l’aspetto relazionale dei bambini, condizione della revisione del provvedimento di sospensione della potestà genitoriale. Fuori il Tribunale inviati dalle principali testate nazionali.

Padre e madre non ci saranno. Le udienze per decidere del futuro di minori sono aperte solo ai difensori delle parti, in questo caso gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, e ai tutori dei piccoli, in questo caso l’avvocata Maria Lusia Palladino e la curatrice speciale Marika Bolognese.

Questo appuntamento precede l’esito del ricorso già presentato in Corte d’Appello, la cui udienza è fissata per il 16 dicembre.

Diversamente da quanto accaduto in passato – quando avevano opposto un vero e proprio muro contro muro a ogni ipotesi di collaborazione con le istituzioni – questa volta la coppia appare determinata a mantenere un profilo basso.

Ieri al Tribunale dell’Aquila, alla presenza del vicepresidente nazionale , Marcello De Chiara, si è tenuta  la riunione urgente dell’Associazione nazionale magistrati, con all’odine del giorno i violenti attacchi subiti  da Cecilia Angrisano, presidente del Tribunale per i minorenni, e dal pubblico ministero Angela D’Egidio, convocata Presente anche la presidente distrettuale Virginia Scalera.

“Sono qui per dire questo – ha detto Angrisano – noi come tutti i giudici, come tutti i Tribunali, ci occupiamo di diritti. L’occhio con cui noi decidiamo questioni di diritto è quello di quei diritti che a tutti i minori sono garantiti a partire, se non vogliamo fare riferimento soltanto all’ordinamento nazionale, dalla Convenzione dell’Onu del 1989,  che ha un articolo, il 29 che indica in modo estremamente chiaro  i limiti della libertà educativa genitoriale nei confronti dei diritti dei loro figli”.

Ha poi aggiunto: “Noi abbiamo applicato delle regole giuridiche, contemperate, dopo aver fatto dei tentativi di un bilanciamento tra interessi e diritti sempre volto nell’ottica degli interessi del minore, quindi cercando la collaborazione dei genitori perché loro stessi riescano ad attuare quei diritti. Se questa collaborazione viene, se la disponibilità a migliorare c’è, si cerca di prendere la via più vicina a quel diritto principale, universale, che è quello del diritto del bambino alla felicità, che prevederebbe il poter vivere serenamente con i suoi diritti garantiti all’interno della sua famiglia di origine. E abbiamo uno strumentario che abbiamo utilizzato. Bene, male? Lo dirà la Corte che ci valuterà in appello, lo diranno i successivi gradi”.

E’ arrivato intanto il primo rapporto della struttura protetta di Vasto dove i tre fratelli risiedono da giovedì 20 ottobre. come scrive La Repubblica, “la madre è presente al piano superiore e ha la possibilità di vederli per una mezz’ora ogni colazione, ogni pranzo e ogni cena. La relazione della responsabile della casa famiglia spiega che i tre bimbi stanno bene, mostrano un buon equilibrio e anche su un piano clinico sono in buona salute, come certificano le visite pediatriche”.

E ancora, “le indicazioni interne sono state rispettate dalla famiglia. Per esempio, è stato ulteriormente disciplinato l’incontro del padre Nathan con i figli. Può vederli due volte la settimana, il martedì e il giovedì, e si attiene scrupolosamente alle indicazioni, Né lui né la moglie, secondo l’ordinanza del Tribunale dei minorenni, in questo momento possono esercitare la potestà genitoriale, ne sono stati privati”.

La relazione dei servizi sociali spiega, poi, che “dopo una lunga fase oppositiva, ora i genitori collaborano. Molti dei problemi che si erano creati nei quattordici mesi che hanno seguito l’intossicazione da funghi dipendono anche dalla chiusura della famiglia nei confronti dei servizi, che ha portato mamma Cate, nel momento di massima conflittualità, a fuggire con loro in un comune vicino a Bologna”.

La ristrutturazione della casa in pietra e mattoni immersa nel bosco, con l’integrazione di bagno e cucina, rappresenta un passaggio decisivo: è proprio su questo punto che i giudici avevano sollevato le maggiori perplessità, citando un’allerta sulla presenza di umidità “pericolosa per lo sviluppo di patologie polmonari”

Un gruppo di muratori volontari del Veneto si è già offerto di eseguire gratuitamente il lavoro. E il 5 dicembre è in programma l’ispezione tecnica del Comune, tappa indispensabile per autorizzare gli interventi. Parallelamente è già operativo il contratto – anch’esso gratuito – relativo a un casolare alternativo che potrebbe ospitare temporaneamente la famiglia, offerto da un ristoratore del posto.

Intervistato dall’Ansa Simone Agostino, geometra e commerciante di Palmoli, ha chiarito di essere disposto a lavorare senza alcun compenso, così come l’idraulico Nicola Santini: “Nathan ci ha fatto entrare nella sua abitazione insieme all’idraulico e ci ha descritto i lavori che aveva intenzione di fare: una tettoia di legno da realizzare accanto al casolare dove organizzare due stanze, la cucina e il bagno senza l’utilizzo di materiali di plastica”, racconta.

Agostino ha poi informato il sindaco per accelerare le pratiche da presentare al Comune. Il 25 novembre sono tornati sul posto per un sopralluogo dettagliato. Nathan ha illustrato il progetto: lasciare il bagno a secco, realizzare una serpentina attorno ai tubi della stufa a legna per ottenere acqua calda, installare un serbatoio sul tetto per la raccolta dell’acqua piovana. “L’idraulico ha detto che era possibile”, conferma Agostino. L’intervento è considerato tecnicamente fattibile, e l’équipe è pronta a iniziare non appena la documentazione sarà completa. “Ripeto, ci siamo offerti gratuitamente. Quello che stiamo facendo è solo per desiderio di aiuto e per solidarietà”, precisa Agostino.