L’AQUILA – È scontro tra l’Associazione nazionale magistrati dell’Aquila e il vicepremier e ministro delle Infastrutture e Trasporti Matteo Salvini, leader della Lega, in merito al discusso provvedimento emesso dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila con il quale è stata disposta la sospensione della potestà genitoriale a padre e madre che con tre figli, fra i 6 e gli 8 anni, vivono in un rudere privo di utenze e in una roulotte nel bosco a Palmoli, in provincia di Chieti. (Qui il link)
Dopo la decisione, il caso è riesploso alimentando un acceso dibattito, con numerose polemiche e attestati di solidarietà nei confronti di quella ormai nota come “la famiglia nel bosco”.
Per Salvini è “vergognoso che lo Stato si occupi di entrare nel merito dell’educazione privata, delle scelte di vita personali di due genitori che hanno trovato nell’Italia un paese ospitale e che invece gli ruba i bambini” (Qui il link), mentre dopo una giornata calda, con la Lega che ha anche annunciato una interrogazione sul tema al ministro Carlo Nordio, è intervenuta anche la Giunta Anm dell’Aquila.
“Riteniamo inopportuno ogni tentativo di strumentalizzazione di casi che, per la loro particolarità, suscitano l’attenzione dei cittadini e dei media, ricordando che la delicatissima materia nell’ambito della quale operano i colleghi in servizio presso le Procure e i Tribunali per i Minori merita rispetto e attenzione”, scrive la Giunta Esecutiva Anm del Distretto dell’Aquila.
“In particolare, sorprendono – si legge in una nota – le parole del ministro Salvini, che ha ritenuto ‘vergognoso’ l’intervento dello Stato ‘nel merito dell’educazione privata’”.
“La Giunta esecutiva sezionale Abruzzo (Ges) – si sottolinea nella nota – esprime piena solidarietà ai colleghi della Procura e del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila, bersaglio di pesanti critiche avanzate da molti commentatori e da alcuni organi di stampa in relazione al provvedimento emesso a tutela dei minori nell’ambito della ormai nota vicenda della famiglia che vive nei boschi in provincia di Chieti”.
La Ges “respinge con forza – conclude la nota – tutti i tentativi di interferire nell’attività dei magistrati che svolgono i propri compiti rispondendo esclusivamente alla legge e di delegittimare chi, ogni giorno, opera per la tutela dei cittadini (e dei più deboli tra questi)”.






