TERAMO – I risparmiatori della ex Tercas si ritrovarono anni fa con dei titoli che non avevano più alcun valore e avviarono una causa civile partendo dal presupposto che non vi era stata una adeguata informazione da parte della banca teramana.

In primo grado la sentenza fu favorevole alla banca ma ieri la Corte di appello dell’Aquila ha accolto il ricorso di una ventina di risparmiatori, come riporta il Centro,  con la motivazione, per l’appunto, che ai clienti non venne fornita una adeguata informazione sui rischi legati alle azioni. Per cui ci saranno i risarcimenti per 250mila euro.

Si tratta di fatti lontani nel tempo visto che risalgono al 2006 prima che Tercas  fosse commissariata e confluisse nella Banca popolare di Bari. La causa fu avviata da Federconsumatori tramite gli avvocati Renzo Di  Sabatino e Massimo Cerniglia. 

I giudici, secondo quanto si è capito, si sono rifatti anche a sentenze di Cassazione simili sostenendo che la consegna del prospetto informativo non elimina l’obbligo di una  maggiore chiarezza anche a fronte del fatto che non tutti i risparmiatori hanno una conoscenza adeguata di certi meccanismi.