MONTESILVANO –  Nonostante “l’approvazione del piano di caratterizzazione, la nomina del commissario ad acta, l’approvazione dell’analisi di rischio ambientale”, gli indagati omettevano di fatto di provvedere alla bonifica, o comunque alla messa in sicurezza del sito ex discarica di Villa Carmine ed all’adozione delle misure di riparazione e di ripristino ambientale finalizzate a minimizzare il rischio derivante dallo stato di contaminazione”.

Con questa motivazione, il pm Andrea Di Giovanni, titolare dell’inchiesta della Procura di Pescara, ha iscritto per mancata bonifica mancata bonifica della discarica di Villa Carmine a Montesilvano, dismessa dal 2016, il vice presidente della giunta regionale, Emanuele Imprudente, della Lega, che ha la delega all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo idrico integrato, il consigliere regionale Nicola Campitelli di Fratelli d’Italia, con delega ai rifiuti, ed ancora il commissario dell’Azienda regionale attività produttive (Arap) Mario Battaglia, e i responsabili ufficio bonifica e rischi ambientali in Nunzia Napolitano, Silvia De Melis e Salvatore Corroppolo. I fatti sono riferiti ad un periodo compreso tra l’aprile 2017  el’ottobre del 2025.

La discarica, al cui interno sono ancora presenti 300.000 metri cubi di rifiuti, a ridosso del fiume Saline, in un’area a rischio esondazione, è stata posta sotto sequestro ieri dagli uomini della guardia costiera di Montesilvano e di Pescara.

Durante la consueta attività di monitoraggio della costa e di corsi d’acqua di competenza, i militari hanno rilevato la presenza, lungo l’alveo del fiume Saline, di alcune chiazze di colore scuro maleodorante riconducibile a vista al cosiddetto “percolato da discarica” in corrispondenza del deposito di rifiuti di Villa Carmine.

E sostiene la procura la mancata bonifica ha già caginato “l’inquinamento del suolo, del sottosuolo, delle acque superficiali o delle acque sotterranee con il superamento delle concentrazioni soglia rischio in relazione ai parametri quali arsenico, ferro, manganese, cloruro di vinile, tetracloroetilene e comunque una compromissione o un deterioramento significativo e misurabile delle matrici (acque e porzioni estese di suolo e sottosuolo) del predetto sito”.

Vero è che ad ottobre 2023 una delibera della giunta regionale aveva assegnato all’Arap una somma di 1.850.000 euro per messa in sicurezza del sito con un impianto di pompaggio delle acque sotterranee, ma per la Procura tale misura non sarebbe “affatto idonea a minimizzare e ricondurre ad accettabilità il rischio derivante dallo stato di contaminazione presente nel sito”.

In una nota il presidente della Regione, Marco Marsilio, di FdI, dichiara: “Sono stupito e sorpreso da questa inchiesta e mi dispiace apprendere che il vicepresidente Imprudente, il consigliere Campitelli e il Commissario Arap Mario Battaglia siano tra gli indagati. Tutto si può dire sulla discarica di Villa Carmine, tranne che questa Amministrazione sia rimasta inattiva”.

“Abbiamo trovato un vecchio finanziamento ereditato dal precedente ciclo di programmazione, rivelatosi insufficiente per la bonifica – spiega Marsilio – e abbiamo provveduto a rifinanziarlo attraverso l’Accordo di coesione, adeguando le risorse ai costi reali e completando la progettazione. Oggi la gara d’appalto, affidata alla Centrale unica di committenza di Pescara, per conto del Comune di Montesilvano come soggetto attuatore, è sostanzialmente pronta per la pubblicazione. Si tratta di un risultato atteso da quasi trent’anni, raggiunto grazie a un lavoro di squadra complesso tra Regione, Comune, Arap e Arta”.

“Da marzo – aggiunge – sono inoltre in corso i lavori affidati all’Arap per l’adeguamento dell’impianto di pompaggio e smaltimento delle acque sotterranee, chiara dimostrazione che non esiste alcuno stato di abbandono né di omessa bonifica, come si evince anche dalle immagini relative al sequestro del sito. È un’area che abbiamo ereditato in condizioni difficili, frutto di gestioni di un passato assai remoto, ma che finalmente, attraverso un lavoro complesso, si sta riportando alla normalità”.

Marsilio conclude confermando la piena fiducia negli inquirenti di Pescara e auspicando “che la magistratura possa procedere rapidamente e con serenità di giudizio, per chiarire la vicenda e consentire la prosecuzione delle attività. Il paradosso – osserva – sarebbe che proprio il sequestro finisca per bloccare sul filo di lana l’imminente avvio della bonifica, attesa da decenni. Sono certo che tutti gli indagati sapranno fornire agli inquirenti ogni notizia utile a chiarire la loro posizione e la totale estraneità ai reati ipotizzati”.

Per Imprudente: “È una notizia che mi lascia stupito ma che non mi desta alcuna preoccupazione in ragione della mia sicura estraneità ai fatti che devono ancora essere accertati. Ho massima fiducia nella magistratura che all’esito delle indagini accerterà sicuramente la mia totale estraneità alle ipotesi di reato”.