CHIETI – “Giù le mani dall’impianto di recupero imballaggi di Casalincontrada (Chieti)”.
La Rsu della ex Burgo di Chieti interviene con una nota sulle iniziative in atto finalizzate a bloccare il progetto che potrebbe dare lavoro a una cinquantina di ex dipendenti dell’azienda.
“Nelle condizioni in cui ci troviamo – si legge nella nota – non siamo disposti ad accettare nessun tipo di strumentalizzazione finalizzato ad ottenere visibilità politica o a sostenere interessi personali o imprenditoriali su quell’area se non addirittura ipotetiche tutele di tipo ambientale su un’area a destinazione artigianale”.
“Lo stabilimento dello stabilimento Burgo di Chieti – ricorda la Rsu – ha causato un danno sul territorio sia sotto il profilo economico con 10 milioni annui di moneta circolante in meno, sia sotto il profilo sociale. Chi si farà carico, qualora venisse bloccato tale progetto, della risoluzione lavorativa di 50 lavoratori? Questi hanno dato la dimostrazione di un gran senso di responsabilità, contribuendo con il proprio assenso alla demolizione della ex cartiera al ridisegno e alla riqualificazione del territorio e si augurano che di tale senso di responsabilità ne sia pervasa anche l’altra parte di cittadini che non ha avuto il dramma della perdita dell’occupazione”.






