“Se non ci fossero state le anticipazioni dello studio dell’istituto Mario Negri Sud, l’Eni probabilmente avrebbe continuato a mantenere il lungo silenzio sulla vicenda del centro oli delegando semplicemente e probabilmente le proprie argomentazioni a dipendenti dell’azienda per quanto costituiti in un’associazione pro Eni”. È quanto afferma Bruno Evangelista, capogruppo IdV al Consiglio regionale d’Abruzzo,che ha partecipato al Forum di ieri a Palazzo Sirena di Francavilla al mare. “Il comportamento per altro assunto dall’Eni alcuni anni fa a seguito del declassamento del distretto Agip di Ortona – spiega Evangelista – non va certamente a merito dello stesso ente che in quella fase determinò un grave disagio occupazionale per i propri dipendenti a danno del comprensorio ortonese”. “ Il fatto poi – prosegue il capogruppo IdV – che oggi esso viene a garantire la perfetta aderenza dell’impianto a livelli corretti di tutela per la salute e l’ambiente, in palese contraddizione con quanto affermato dagli studiosi del Mario Negri, spinge la classe politica regionale a riconsiderare l’esigenza di riproporre le valutazioni tecniche fin qui prodotte. Questo affinché si possa cominciare a pensare di bloccare una realizzazione che, anziché portare anche su un piano esclusivamente economico dei vantaggi, determinerà, sia per la brevità dei tempi di estrazione ( massimo 15 anni) che per il deterioramento irreparabile arrecato nel frattempo al marketing della produzione vinicola e al turismo, una secca perdita per il territorio. Le aree interessate dall’impianto, inoltre, subiranno un prevedibile danno dovuto all’inquinamento da agenti atmosferici, con ricadute certamente pesanti per la salute, in un’area abbastanza estesa. Non va sottaciuto, poi, che il presunto vantaggio economico tanto sbandierato sul porto di Ortona sarà soltanto iniziale, in quanto verrà compromesso in maniera pesante il ruolo di scalo commerciale di livello internazionale per effetto proprio del traffico delle petroliere. “Un presidente di Regione, attento ed impegnato come Soru in Sardegna, ha rivelato in un’intervista di questi giorni che una delle sue maggiori preoccupazioni è rappresentata dal rischio costante che le petroliere che incrociano a largo di Cagliari potrebbero, per effetto di qualche incidente, determinare una catastrofe ambientale in grado di mettere in ginocchio l’intero territorio, a seguito dello sversamento del petrolio”. “Con tutta la stima che ho per il presidente Del Turco, quindi – conclude Evangelista -, mi permetto di chiedergli, al punto in cui sono oggi le cose, di mettersi alla testa dell’intera politica regionale per attivare un processo concreto e definitivo in grado di fermare questo insediamento. So di poterlo fare avendo il presidente già dimostrato coraggio e determinazione allorché si è trattato di intervenire per la chiusura dei pozzi Sant’Angelo, che alimentavano la rete idrica del chetino-pescarese. Avanzo questa richiesta tenendo ben fermo il concetto del principio di precauzione, raccomandato da organismi internazionali come l’Oms e l’Ue; e ritenendo, anche nel dubbio, che per altro in questo caso potrebbe diventare certezza, che la tutela della salute pubblica non è negoziabile ed è al di sopra di tutto”.
Fonte: ACRA




