L’AQUILA  – “La direttiva Bolkestein vale solo se parliamo di risorsa scarsa del nostro territorio, ma la mappatura delle spiagge italiane ha dimostrato che non sono una risorsa scarsa, e dunque non deve esserci obbligo delle gare”.

Lo afferma nell’intervista ad Abruzzoweb il senatore Roberto Marti, leccese, classe 1974, candidato nel collegio meridionale della Lega alle europee dell’8 e 9 giugno, deputato dal 2013 al 2018 e senatore dal 2018, rieletto nel 2022 ed oggi presidente della settima Commissione permanente Cultura, patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato della Repubblica. Dal dicembre 2020 Marti è segretario regionale della Lega in Puglia e ha sostituito il precedente commissario, il  sottosegretario di Stato all’Agricoltura, l’aquilano Luigi D’Eramo, segretario regionale dei salviniani in Abruzzo.

“La politica non deve aspettare i tempi della magistratura, la Lega è schierata a favore delle nostre aziende del settore balneare, per il 65-70% imprese familiari che hanno costruito dagli anni ’70 ad oggi il nuovo turismo nella nostra nazione. Vogliamo tutelare gli investimenti fatti, e anche la concorrenza, perché si possono mettere a gara i tratti di costa  oggi non utilizzati, mettendole a frutto per i nostri turisti che non sono solo nazionali ma anche esteri ma soprattutto anche per la comunità che ci vive”-