L’AQUILA – “Vogliamo un’Unione Europea che deve recuperare il proprio ruolo diplomatico, schiacciata ormai com’è tra Stati Uniti e Cina: Un’UE piuttosto marginale e, in essa, il ruolo dell’Italia è residuale, anche se il governo e buona parte della stampa vorrebbe fare passare un messaggio contrario, lontano dalla realtà dei fatti e -soprattutto- del contesto internazionale. L’idea di un’Europa che torni a ricordare che quella attuale è frutto della primissima Comunità, di cui l’Italia è tra i primi membri e fondatrice, venuta fuori a pochi anni dalla fine della seconda guerra mondiale, in seguito diventata la CEE. Nata perché il continente vivesse in pace e prosperità, dopo due conflitti dilanianti e distruttivi. Oggi, invece, c’è chi pensa addirittura all’utilizzo di armi nucleari tattiche. Come fosse una cosa normale”.

Lo afferma Paolo Della Ventura, ambasciatore del Patto europeo per il Clima della Commissione europea fino allo scorso febbraio, ne traccia un bilancio, prima di appellarsi al voto.

“E’ stata una campagna lunga, faticosa e impegnativa. Lunga, perché noi siamo partiti da marzo, con uno sforzo enorme per raccogliere le decine di migliaia di firme, imposte dal Decreto Elezioni del governo che ha cambiato le regole in corsa. Alla fine ne abbiamo raccolto centomila in tutta Italia, in poco più di un mese e di fatto senza copertura informativa. Poi dei ricorsi per due circoscrizioni hanno allungato tempi, attesa ed energie. Alla fine, al voto saremo presenti dovunque, in Italia. La Circoscrizione meridionale è la più vasta, territorialmente, ho cercato di essere presente nelle regioni e nei territori dove ho potuto: da Napoli a Lecce, a Campobasso, oltre che L’Aquila, naturalmente, e molti territori della provincia e regionali. Con una campagna focalizzata sui temi, io in particolare su quelli legati alla crisi climatica e alla necessaria transizione energetica. Ma non solo: la risoluzione dei conflitti con la diplomazia, attraverso un ritorno alle trattative e al diritto internazionale, per la pace. E le questioni del lavoro. Altri, mi pare abbiano parlato pochissimo o nulla di quale idea di Europa e di Unione abbiano e perché si siano candidati: abbiamo sentito e letto parlare di premierato, di referendum sulla Meloni, di scontri/incontri in tv. Nulla a che vedere con le ragioni del perché si siano candidati o cosa farebbero a Bruxelles”.

La priorità per Della Ventura è  “senza alcun dubbio lavorare affinché gli Stati Membri dell’Unione Europea recepiscano velocemente la Direttiva 2023/2413, cosiddetta RED III, per raggiungere l’obiettivo del 45% di copertura con fonti rinnovabili dell’intero fabbisogno energetico entro il 2030. E accelerino sull’installazione di nuovi impianti rinnovabili. Oggi ci sono tempi di autorizzazione troppo lunghi per essere compatibili con quelli della decarbonizzazione che la stessa UE si è data insieme con tutti gli altri Paesi del mondo, proprio all’ultima COP28 sei mesi fa.”