L’AQUILA – Azionisti e obbligazionisti del comitato difesa Risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli si costituiranno parte civile nel processo che verrà aperto dalla procura di Arezzo per l’ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta.
Ieri il collegio fallimentare del tribunale di Arezzo ha infatti dichiarato lo stato di insolvenza della vecchia Banca Etruria il cui salvataggio, insieme a quello di Carichieti, Carife e Banca Marche, ha ridotto a carta straccia i risparmi di oltre 5 mila abruzzesi e centiania di migliaia di italiani.
Gli atti sullo stato di insolvenza saranno ora inviati al procuratore della Repubblica della città toscana, Roberto Rossi, che attendeva la decisione per rendere più concreta l’ipotesi di reato per bancarotta fraudolenta.
“Con la dichiarazione dello stato di insolvenza del tribunale fallimentare, quindi civile, Rossi acquisirà tutti gli atti che in sede fallimentare sono stati depositati e li valuterà – afferma il legale del comitato di Pizzoli Vanna Pizzi – Sulla base di questi ultimi potrà eventualmente procedere con più velocità all’avviso di chiusura indagini per l’ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta”.
Secondo l’avvocato Pizzi, l’apertura di questo procedimento “è l’ipotesi più consistente per i risparmiatori per vedere una possibilità di risarcimento del danno perché è quella che dà più facilmente modo di inserirsi come parte civile”.
“Obbligazionisti subordinati e azionisti sono sicuramente legittimati all’interno di un procedimento del genere che dà maggiore possibilità di vedere riconosciuto il danno subito”, aggiunge.
Trenta degli oltre 1500 risparmiatori del comitato di Pizzoli, primo a formarsi in Italia, si costituiranno parte civile anche nel primo filone sull’ostacolo alla vigilanza dell’inchiesta su Banca Etruria che vede imputati gli ex vertici Giuseppe Fornasari, Luca Bronchi e Davide Canestri.
“Per il filone relativo all’ostacolo al controllo degli organi di vigilanza in cui tra le parti civili ci saranno anche le autorità sarà più difficile la legittimazione dei risparmiatori – aggiunge la Pizzi – ma in ogni modo proveremo ad avanzare la richiesta”.
In riferimento al decreto sulle banche approvato ieri notte dal Consiglio dei ministri, nel quale non figurano i criteri per i rimorsi, l’avvocato conclude “attendiamo l’emanazione dei regolamenti per valutarne con attenzione i contenuti dal punto di vista della costituzionalità degli stessi, poiché essendo regolamenti amminsitrativi, sono soggetti in caso di vizi di legittimità all’impugnazione al Tar”.





