CITTA’ SANT’ANGELO – Sono scesi a sei i feriti ricoverati negli ospedali di Pescara e Penne (Pescara), in seguito all’esplosione della fabbrica di fuochi di artificio avvenuta ieri a Villa Cipressi di Città Sant’Angelo (Pescara) .
Come riferito dal direttore medico dell’ospedale Santo Spirito di Pescara, Valterio Fortunato, i feriti sono trattati nei due nosocomi da ieri, subito dopo l’esplosione. In rianimazione, a Pescara, si trovano un vigile del fuoco nelle ultime ore sottoposto a intervento chirurgico e un giovanissimo componente della famiglia Di Giacomo, proprietaria della fabbrica esplosa, Gianmarco, 17 anni, figlio del titolare Mauro.
Nell’ospedale San Massimo di Penne (Pescara) sono ricoverate attualmente quattro persone: due vigili del fuoco (nel reparto Otorino per lesioni e trauma acustico), la decana della famiglia Di Giacomo, la donna di 92 anni salvata nel suo letto dai soccorritori dopo le esplosioni, e Giordano Di Giacomo. Ieri altri due vigili del fuoco, che in un primo momento si era ritenuto fossero stati ricoverati, erano stati medicati e poi dimessi.
IL RACCONTO DI UN FAMILIARE, ‘ERANO RIUSCITI A USCIRE, POI ALESSIO E’ MORTO’
Scene di strazio a Villa Cipressi tra le case della famiglia Di Giacomo. Parenti, moglie e figli dei quattro morti ieri piangono, si abbracciano, leggono giornali, e si consolano tra loro.
Mentre proseguono le operazioni di bonifica, iniziate ieri sera, da parte degli artificieri della pubblica sicurezza, gli stessi familiari continuano a chiedersi come sia stata possibile la tragedia di ieri.
Loris, il genero di Federico Di Giacomo disperso insieme al fratello Mauro e al parente Roberto ha raccontato di aver parlato al telefono con Gianmarco Di Giacomo ancora ricoverato all’ospedale di Penne (Pescara) con una frattura a tibia e perone.
“Gianmarco mi ha detto – racconta Loris – che dopo le prime due esplosioni erano riusciti a uscire dall’ufficio lui, Giordano e Alessio e ad attendere i soccorsi. Erano distanti dalla casamatta che è esplosa per ultima e che nonostante i carabinieri avessero urlato ad Alessio di non avvicinarsi al fabbricato lui non li aveva ascoltati ed era corso verso la struttura nel tentativo di rintracciare il padre e lo zio. Quindi erano sopravvissuti in tre mi ha detto – conclude Loris – e che l’ultima esplosione ha ferito Giordano e Gianmarco e ucciso Alessio”.
IL FRATELLO SALVO PER CASO, FEDERICO TORNATO PERCHE’ AVEVA DIMENTICATO QUALCOSA
Così come ieri il fratello Adriano si sarebbe salvato per caso, perché invece di essere al lavoro era a una visita medica, Federico Di Giacomo, uno dei tre dispersi, sarebbe morto per altrettanta casualità.
Racconta il genero Loris “mio suocero era andato via al mattino con il furgone per sistemare il lavoro per una festa patronale ma si sarebbe dimenticato qualcosa e per questo è tornato indietro. Cosa sia successo dopo non lo sappiamo e neanche dove si trovasse al momento dello scoppio”.
APERTA INCHIESTA, AREA SOTTO SEQUESTRO
Questa mattina i carabinieri della compagnia di Montesilvano, coordinati dal capitano Enzo Marinelli, che si occupano delle indagini, hanno depositato una informativa preliminare in Procura, a Pescara, e si attendono direttive del magistrato di turno, Giusti, che ieri ha raggiunto Villa Cipressi con il procuratore aggiunto Tedeschini.
Sul caso è stata aperta un’inchiesta e si è proceduto al sequestro dell’area. Le forze impegnate sul posto si augurano di terminare in giornata le operazioni di messa in sicurezza per poi procedere alla rimozione delle macerie e quindi alla bonifica, con l’arrivo dei Ris.
Nella notte, a causa della brezza, c’è stato il pericolo di ripresa del fuoco per cui è stato necessario attivare il canadair, in azione già da ieri sulla vasta area interessata al rogo.
Al momento del materiale sta bruciando, ma sotto le mani esperte degli artificieri. Nell’area c’è ancora un deposito inesploso per cui la situazione è di forte rischio. Nelle ultime ore sta circolando l’ipotesi che l’esplosione di ieri sia partita dal deposito giudiziario contenuto nell’area aziendale dei fratelli Di Giacomo ma per gli esperti è improbabile che le cose siano andate così, considerato che quel materiale non viene movimentato, dopo il sequestro da parte delle forze dell’ordine, e la lavorazione di fuochi pirotecnici avviene altrove.
Si attende l’arrivo a Pescara del comandante nazionale dei vigili del fuoco.
NELLA NOTTE ESPLODONO I PETARDI, GLI ABITANTI ‘CHI PARGHERA’ I DANNI?’
Da quanto si apprende da fonti investigative, fino a questo momento a esplodere sarebbero state solo sei delle 11 casematte che si trovano nei pressi della fabbrica, e per tutta la notte si sarebbero ripetute continue micro deflagrazioni, a causa dei petardi surriscaldati rimasti sul terreno.
Intanto il malumore inizia a serpeggiare tra gli abitanti della zona, che si chiedono chi pagherà i danni della tragedia appena vissuta. Ciò che si sa per certo, comunque, è che due delle case danneggiate nei dintorni sono di proprietà della famiglia.






