L’AQUILA – Ha provocato uno scossone in seno alla Lega la costituzione ex novo del Dipartimento Sanità, tanto che lo stimato medico e manager aquilano Pierluigi Cosenza, pezzo da novanta della sanità abruzzese, ha sbattuto la porta in faccia al Carroccio in quanto non inserito tra le nomine rese pubbliche nella convention di domenica scorsa.
Nel corso dell’evento, all’Hotel Plaza di Pescara, sono stati presentati i 33 Dipartimenti tematici, alla presenza dei vertici regionali e di Armando Siri, coordinatore nazionale dei Dipartimenti Lega, assenti invece il sottosegretario Masaf Luigi D’Eramo ed il vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente, entrambi aquilani.
Cosenza, direttore generale dell’Agenzia Sanitaria regionale, si sarebbe cancellato dalla chat ed avrebbe comunicato l’abbandono al coordinatore regionale, il pescarese Vincenzo D’Incecco, capogruppo in Consiglio regionale e da ottobre segretario regionale del partito al posto di D’Eramo.
Durante l’evento di domenica scorsa, D’Incecco ha annunciato la nascita di un Tavolo tecnico consultivo sulla Sanità, coordinato dal capo Dipartimento Sanità Saverio La Forgia, con il compito di supportare il partito e il gruppo consiliare regionale attraverso analisi tecniche, proposte politiche e progettualità concrete. Fanno parte del tavolo: il consigliere regionale Carla Mannetti, Maria Matteucci, Lucio Pichini, Daniela Sulpizio, Anthony Ernest Aliano e Pierluigi Tancredi, responsabile dei 33 Dipartimenti.
Insomma, un’altra tegola per la Lega, terzo partito della coalizione di centrodestra alla guida della Regione, dopo le polemiche e gli scontri tra correnti anche a causa dei pesanti flop elettorali a Sulmona e Ortona, con la segreteria di Chieti, guidata da due anni e mezzo dal presidente Ater di Lanciano e sindaco di Gamberale Maurizio Bucci, uomo di fiducia di D’Incecco, fortemente sotto accusa.
Anche per il “sospetto” di una vicinanza politica ritenuta inopportuna con il potente assessore regionale alle attività produttive Tiziana Magnacca, in quota FdI, lo stesso partito del presidente della Regione, Marco Marsilio, e che ha trainato la coalizione verso lo storico secondo mandato a marzo dello scorso anno.
Secondo quanto si è appreso, la scelta di Cosenza non sarebbe legata alla sola esclusione dall’organismo, ma avrebbe radici antiche, fatte di divergenze con dirigenti e funzionari soprattutto nella gestione della sanità alle prese con il pesante debito e le conseguenti politiche lacrime e sangue.
Cosenza è uno dei manager in prima linea nella complessa gestione dell’ emergenza insieme ai vertici del dipartimento e all’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì.





