MARTINSICURO – “Non è mia intenzione fare polemica, ma spiegare la realtà dei fatti: Martinsicuro è stata esclusa dal Piano di Difesa della Costa, una cosa inaccettabile dal momento che l’area è soggetta da anni a fenomeni erosivi importanti. Per questo motivo come Comune abbiamo inviato osservazioni alla Regione chiedendo interventi di difesa rigida fino al Vibrata, quindi di estenderli ad un chilometro oltre Villa Rosa. Così come chiediamo interventi di manutenzione costante sulle difese già presenti a Martinsicuro”.

Non è di certo passata inosservata al sindaco di Martinsicuro, l’avvocato Massimo Vagnoni, l’esclusione del suo Comune dal Piano di Difesa della Costa (Pdc), approvato lo scorso mese di agosto, dalla Giunta regionale e pubblicato sul Bura l’11 settembre. Intervistato da Abruzzoweb, il 44enne al suo primo mandato, eletto nel 2017 nell’ultima città teramana al confine con la regione Marche, lamenta la situazione nella quale versa attualmente la zona di Villa Rosa sud, frazione di Martinsicuro, tutelata per di più dal Piano Regionale Paesistico e dalla Sovraintendenza dei beni culturali ambientali, ed interessata da eventi di erosione che hanno avuto conseguenze disastrose non solo a livello morfologico ma anche economico.

Inoltre, una seconda richiesta che riguarda la manutenzione dei pennelli già esistenti e che rischiano di essere totalmente sommersi, è stata inserita nelle osservazioni che il Comune, avvalendosi del lavoro tecnico del professionista Luca Di Carlantonio, ha inviato alla Regione questa mattina, giorno di scadenza per la presentazione delle relative osservazioni che apportano un contributo tecnico per la risoluzione dell’erosione costiera.

Martinsicuro però è “zona considerata a basso rischio, nonostante Villa Rosa sia stata gravemente danneggiata e potrebbe essere classificata ad alto rischio al pari di altre aree come Alba Adriatica inserita giustamente nel Piano di Difesa”, da qui riferisce Vagnoni “la decisione di non prevedere interventi di difesa” nel comune teramano.

Ma il primo cittadino non resta in silenzio e seppur senza polemica, come ha più volte tenuto a ribadire durante l’intervista, spiega che “come Comune abbiamo inviato osservazioni alla Regione chiedendo interventi di difesa rigida e l’estensione della linea d’intervento su tutto il litorale della città; l’area di Villa Rosa maggiormente colpita e interessata dalla presenza di circa 10 concessioni non ha barriere protettive e la grave mareggiata del 2019 ha mangiato l’intera spiaggia con l’acqua che era arrivata a lambire l’intera strada fino a sovrastare il marciapiede, causando problemi economici ai balneatori e perdite di non poco conto su tutto l’indotto turistico della zona e dei comuni costieri interessati, che auspicano attraverso questo Piano la realizzazione di interventi”.

Data la situazione, per il sindaco “il Piano di Difesa non può non prevedere interventi strutturali a Villa Rosa e chiediamo per questo che la linea di intervento sia estesa oltre un 1 km partendo da Villa Rosa” ma non solo, viene inserita nelle osservazioni un’ulteriore richiesta, quella di manutenzione dei pennelli soffolti, cioè barriere di difesa a pelo d’acqua che purtroppo con il tempo hanno subito un abbassamento, già esistenti su Martinsicuro e che rischiano di non operare con efficienza, secondo lo scopo per il quale erano stati anni fa realizzati e vanificando, quindi, il vecchio progetto di difesa.

“Nella zona dal Tronto scendendo verso sud di Martinsicuro – prosegue il primo cittadino – le barriere di difesa ci sono ma vanno aggiornate e quindi chiediamo l’intervento costante di manutenzione dei varchi tra una barriera e l’altra, della sopraelevazione delle barriere sommerse e il congiungimento dei pennelli alle barriere”.

La richiesta d’intervento di difesa sul litorale di Martinsicuro avrebbe maggiore probabilità di successo considerando che, come riferisce ad Abruzzoweb Luca Di Carlantonio, “nella zona di Villa Rosa sud ci sono 300 metri che partono dal torrente Vibrata, che fa da confine tra il Comune di Alba e il Comune di Martinsicuro, sottoposti a tutela dal ‘Piano Regionale Paesistico’ e anche dalla Sovrintendenza dei beni culturali ambientali. Tutele che non sono state considerate e che invece avrebbero dovuto essere una motivazione centrale nelle osservazioni passate sul piano di difesa”.

Motivi che giustificano le osservazioni elaborate e sulle quali il sindaco Vagnoni si dice ottimista: “tali osservazioni, che si basano sulla realtà dei fatti, saranno sicuramente prese in considerazione dalla Regione, con la quale il Comune ha sempre avuto una buona interlocuzione, poiché non danneggiano nessuno e serviranno a tutelare quell’area da anni in sofferenza per gli eventi climatici che su di essa si sono abbattuti”.