Dalla “casta” alla vita normale. Alcuni hanno ripreso il vecchio lavoro, altri si sono reinventati qualcosa da fare, al di là della politica. AbruzzoWeb ha avviato un ciclo di interviste tra i consiglieri e gli assessori regionali della passata legislatura non rieletti, per capire a cosa hanno deciso di dedicarsi e come vedono l’attuale lavoro della nuova governance con gli occhi di “normali cittadini”.
L’AQUILA – “La politica non mi manca, la faccio quotidianamente. Molto probabilmente è alla Regione che manco io!”.
Emilio Nasuti riassume con una battuta il momento di ‘lontananza’ dal mondo della politica regionale dopo la mancata riconferma alle scorse elezioni.
Ex consigliere in quota Forza Italia ed ex presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale, è stato iscritto ad Alleanza nazionale ed eletto nelle liste del Popolo della libertà, circoscrizione di Chieti.
Tornato, come molti, al suo impiego originario, si occupa oggi della gestione del parco piscine comunali di Lanciano (Chieti) “Le Gemelle”, di cui è direttore. “In più opero nel mondo delle assicurazioni”, aggiunge.
La politica c’è ancora nella sua vita: “Sono attivo nel partito regionale, in un momento difficile come questo in cui il centrodestra deve capire con chi e come ripartire, caratterizzato da una carenza di leadership forte: Silvio Berlusconi è fermo, mentre Matteo Renzi si prende altri mille giorni a suo piacimento”.
Con gli occhi di un semplice cittadino, commenta i primi mesi di lavoro della Giunta di Luciano D’Alfonso, con sarcasmo non certo nascosto.
“Mi sembra che tutto vada magnificamente bene – dice ironicamente – Prima tutto era negativo, oggi vedo tanto buonismo su ciò che, in realtà, non sta accadendo. Tranne qualche organo di stampa che fa il suo dovere critico, per il resto nessuno parla dei tanti problemi che ancora ci sono, come la viabilità, le liste di attesa mediche lunghissime, e tanto altro. Forse contro di noi c’era un meccanismo ben strutturato”.
Per Nasuti “tutti gli ‘spot’ in positivo che sta lanciando D’Alfonso sono cose che abbiamo posto in essere noi, come il piano di rientro, le infrastrutture per la Fondovalle Sangro, per fare alcuni esempi”.
L’unica cosa che si rimprovera, guardandosi indietro, è di non aver comunicato in maniera efficace le azioni di governo fatte e portate a termine.
“Forse D’Alfonso è più bravo nella comunicazione, o ha una corsia preferenziale – rileva – In questo meccanismo noi abbiamo ‘toppato’. Siamo stati i primi a togliere i vitalizi, tagliando i costi della politica. Provvedimenti importanti che, dal punto di vista dell’immagine, ci avrebbero premiato. Sono partito con 4 miliardi di debito e ho finito con 2,7, ma non l’abbiamo comunicato bene e i cittadini non lo hanno saputo”.
“Abbiamo dovuto anche fare i conti con tante difficoltà, come il terremoto del 6 aprile 2009, e abbiamo lavorato bene. Purtroppo su di noi è caduta anche la scia dell’antipolitica che ci ha penalizzato a prescindere”, conclude.





