SULMONA – Ieri pomeriggio a Sulmona (L’Aquila) a piazza Maggiore, nell’ambito delle manifestazioni della Giostra Cavalleresca, il gruppo storico “I falconieri del Re” ha stupito il suo folto pubblico con esibizioni alquanto particolari, anacronistiche, rare da vedere e altrettanto rare per bellezza, frutto di un’idea di Gianluca Barone e Letizia Scarfiello.
Quelli dei “falconieri del Re” è il primo gruppo in Italia che addestra qualsiasi tipo di rapace come aquile, falchi, avvoltoi, gufi reali, barbagianni, civette comuni, civette delle nevi e poiane.
Il loro lavoro è figlio di una grandissima passione per la natura e per gli animali, non più abituati a scappare dall’uomo ma a collaborare e giocare con esso.
Essere falconiere non è un hobby ma uno stile di vita. Vivendo quotidianamente con gli animali si riesce a capire quanto possa sia importante il rispetto nei confronti di queste creature, mettendo in campo la volontà di imparare e l’insofferenza alle fatiche dello stare insieme ad essi.
I falconieri eseguono circa 150 spettacoli l’anno senza mai aver avuto un piccolo imprevisto. Sono ormai in grado di presentare al pubblico qualcosa di veramente curato e di qualità estremamente elevata.
Ma il loro lavoro non è solo dedito agli spettacoli o alle rievocazioni storiche. Spesso, infatti, sono impegnati in centri per portatori di handicap o scuole e centri di recupero.
Inoltre, i falconieri sono in grado di effettuare anche spettacolo all’interno, in luoghi chiusi.
A Sulmona l’esibizione ha fatto emozionare tutti, grandi e piccini, grazie un sapore antico e nuovo.
Il massimo dello stupore si è avuto quando un rapace è stato richiamato dalla sua addestratrice e amica Donna Letizia in mezzo al pubblico per ben tre volte.
Il pubblico, un po’ incredulo e un po’ spaventato ha apprezzato con qualche risata nervosa lo sbattere d’ali di un uccello che di sicuro non è così comune da vedere.
Il clou dello spettacolo si è avuto con l’esibizione della “ferruginosa”, dell’aquila e del falco sacro che si sono esibiti in prove di addestramento con il “logoro”, una sorta di laccio con un peso su una delle estremità che simula la preda.
Il rapace, raggiunta una quota elevata al di sopra della piazza, si è scaraventato in picchiata per afferrare la preda raggiungendo una grande velocità.
Al termine dello spettacolo è andata in scena un’esibizione del gruppo storico di Colletorto, piccolo centro nella provincia di Campobasso: una rievocazione e dimostrazione i un duello tipico medioevale in cui, come ben noto, non vinceva chi rimaneva vivo trasgredendo le regole, ma chi le rispettava, da uomo giusto e virtuoso, valoroso e forte.
Un piccolo corteo del gruppo storico ha fatto da cornice alla dimostrazione prima della quale i combattenti presentavano le loro armi e offrivano la loro vita, eventualmente, alla Regina Giovanna I d’Angiò, sovrana del regno di Napoli, di cui i territori abruzzese e molisano facevano parte, ascesa al trono alla tenera età di 16 anni.
Proprio per questo motivo, il comune di Colletorto affida il compito di vestire gli abiti della regina ad una studentessa delle scuole medie facendole studiare la vita, le usanze e i costumi di quell’epoca per poi farle vivere le nozioni apprese durante le rievocazioni storiche.
Lo spettacolo, graditissimo al pubblico locale e straniero accorso in piazza, è terminato intorno alle 19:30 per dar modo all’organizzazione della manifestazione di preparare il campo gara per la competizione serale della Giostra Cavalleresca dei Borghi più belli d’Italia.





