L’AQUILA – Non solo l’Udc. In Abruzzo anche Fli contesta i vertici nazionali.
Addirittura, il capogruppo in Consiglio regionale, Berardo Rabbuffo (ex Pdl), e Maurizio Teodoro (ex Margherita), in una nota, denunciano il fatto che sono stati candidati al Senato con la lista Monti senza che nulla fosse stato concordato e alcunché gli venisse comunicato!
Diffidando a muso duro e con gravi critiche dall’utilizzo dei loro nomi. Per i centristi riuniti intorno al premier Monti non è una proprio una buona domenica!
IL CASO-CANDIDATURE ALL’INSAPUTA
Le scelte sulle candidature abruzzesi alle elezioni politiche dei prossimi 24 e 25 febbraio prossimi dei centristi guidati dal premier uscente Mario Monti hanno provocato polemiche e spaccature sul territorio regionale e la reazione contro le decisioni rimane da parte della base dei partiti.
In particolare, questo avviene nell’Unione di centro e in Futuro e libertà per l’Italia.
Per quanto riguarda la prima, alle 18 si è aperta la riunione dei quattro comitati provinciali del partito della Vela chiamati a decidere quale forma di dissenso attuare contro la scelta dei vertici nazionali di candidare il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, ex Movimento per le autonomie, come capolista alla Camera e del consigliere regionale del Popolo della libertà Nicoletta Verì, come capolista al Senato della lista unica “Con Monti per l’Italia”.
Per quanto riguarda i finiani, invece, in una nota Rabbuffo e Teodoro hanno denunciato il fatto di essere stati inseriti, a loro insaputa, nella lista unica montiana al Senato.
I due diffidano la lista Monti “dall’utilizzo dei propri nominativi”, sottolineando che “avendo appreso soltanto dal web e dalla stampa della propria candidatura al Senato nella lista Monti, avvertono che la notizia è priva di fondamento in quanto i propri nomi sono stati utilizzati arbitrariamente e inseriti in un elenco mai concordato e comunicato agli interessati”.
“Evidentemente, nell’arrembaggio e nella frenesia generata dal ‘porcellum’ – continua la nota – i criteri usati non sono quelli che valutano le scelte corrette rispetto ai tempi, alle appartenenze e ai territori”.
In Abruzzo il capolista alla Camera per Fli è il deputato uscente Daniele Toto, eletto nelle fila del Pdl cinque anni fa.
UDC: ORA GLI INSORTI GIOCANO A PERDERE
Intanto, prima della riunione dei quattro comitati provinciali, il capogruppo dell’Udc all’Emiciclo Antonio Menna, uno della vecchia guardia che critica duramente le scelte nazionali, ha annunciato che si autosospenderà oltre a disimpegnarsi dalla campagna elettorale.
“Le candidature di Verì e De Matteis, due non iscritti all’Udc, sono ormai certe ma a noi non è stato comunicato nulla – ha spiegato – Eppure, dopo essere stati ricevuti da Casini e Cesa ci aspettavano, in segno di rispetto, almeno una chiamata. Ora comunque ci riuniremo e tutti insieme decideremo il da farsi. Vediamo in provincia di Chieti quanti voti prenderà De Matteis”, conclude.
Secondo quanto si è appreso da fonti interne ai contestatori, la campagna elettorale al contrario mira a far capire ai centristi che il voto all’Udc alla Camera non è un voto utile.
L’obiettivo, come sottolineato dagli scissionisti, è di far scendere il partito sotto il 4%, allontanarlo dai 60 mila che potrebbero servire per far scattare un seggio che si assegna su base nazionale quindi si conquista in base al numero maggiore di preferenze tra i vari candidati italiani.



