L’AQUILA – “Domani a Pescara si riuniscono i quattro comitati provinciali per decidere il da farsi. Attendiamo l’ufficialità delle scelte e poi ci regoleremo”.

Tira aria di scissione nell’Unione di centro abruzzese: le parole del capogruppo in Consiglio regionale, Antonio Menna, che rompe il silenzio degli ultimi giorni caratterizzati dalle grandi manovre per le scelte sulle candidature alle elezioni politiche del 24 febbraio prossimo, sono il preludio a uno scisma nel partito della Vela, soprattutto per quanto riguarda esponenti della vecchia guardia.

La protesta, alla quale secondo quanto si è appreso parteciperanno anche sindaci e altri amministratori, è legata alle candidature del vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, ex Movimento per le autonomie, come capolista dell’Udc alla Camera dei Deputati e del consigliere regionale del Popolo della libertà Nicoletta Verì al secondo posto o addirittura capolista al listone unico in Senato “Con Monti per l’Italia”.

Anche se manca solo l’ufficialità, più di un esponente di vecchia data del partito è convinto che ormai i giochi siano fatti a favore di due esponenti non graditi perché non iscritti e perché invisi alla base.

Allora il gruppo di critici, rappresentato oltre che da Menna anche dal presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, dimissionario proprio per poter essere candidato al Parlamento, hanno deciso di agire.

I due si erano detti aspiranti ufficiali a una candidatura, ma non hanno ricevuto nessuna comunicazione da Roma dopo che i vertici nazionali, in una riunione che si è svolta mercoledì nella Capitale, si erano riservati una decisione.

“Visto che non ci hanno comunicato nulla, ci stiamo organizzando”, ha concluso Menna, che non ha voluto aggiungere null’altro sulle iniziative di mobilitazione.

In quell’occasione, sia Menna sia Di Giuseppantonio avevano annunciato al leader nazionale, Pierdinando Casini, sponsor di De Matteis e del nuovo corso, e al segretario nazionale, Lorenzo Cesa, che i quattro comitati provinciali non gradivano la candidatura di non iscritti all’Udc, come sono Gdm e la Verì.

In caso non fosse stata rispettata la volontà della base, un gruppo sarebbe uscito dal partito.

A guidare la protesta anche l’ex deputato dell’Udc Rodolfo De Laurentiis, consigliere di amministrazione della Rai, non certo in buoni rapporti con De Matteis, il quale, nonostante l’impegno da manager a Roma, non ha mai smesso di fare politica in Abruzzo vista tra l’altro la sua origine marsicana.

Non a caso, domani a Pescara ci sarà la parte del comitato provinciale dell’Aquila controllata dal suo fedelissimo Vincenzo Retico, presidente provinciale del partito.

A proposito della doppia riunione, una all’Aquila, promossa dal segretario provinciale, Morena Pasqualone, d’accordo con la scelta De Matteis, l’altra ad Avezzano (L’Aquila), convocata dallo stesso Retico, quest’ultimo sottolinea che il comitato ufficiale è stato convocato dalla Pasqualone ma “che sui 60 dell’assemblea non sono intervenuti più di cinque-sei esponenti, la parte restante era costituita da amici del segretario”.

“Noi abbiamo deciso di fare un altro incontro tra amici che si ritrovano su certe posizioni – continua – perché non ritenevamo logico una riunione a giochi già decisi. Fare un comitato provinciale quando si sanno i capilista non ha senso”.

Retico attacca la Pasqualone, la quale stamani ha spiegato che al comitato di ieri è intervenuta una trentina di persone, per aver riunito una sola volta l’assemblea “quella per eleggere il segretario amministrativo, una seduta che le abbiamo imposto”.

Sulla querelle sulle candidature, Retico precisa che “non ce l’abbiamo con la persona De Matteis ma con il fatto che non è iscritto mentre noi abbiamo chiesto caratteristiche diverse: essere stato con noi negli ultimi quattro-cinque anni quando abbiamo superato prove molto difficili – conclude – De Matteis dov’era?”.