VASTO – “In una gara di canoa quello che contano sono i rematori, la loro forza e loro sincronia, il battitore di tempo non è necessariamente la figura centrale e trainante”.
Usa una metafora sportiva, nell’intervista ad Abruzzoweb, l’ingegnere Michele Suriani, il primo candidato del centrodestra alle elezioni regionali abruzzesi del 10 febbraio che ha ufficializzato la sua discesa in campo già ad inizio novembre, per sdrammatizzare l’impasse che la sua coalizione si trova a vivere, a causa dello scontro sulla scelta del candidato presidente della Regione.
Suriani, 38enne di Vasto, corre sotto le insegne scudo-crociate di Popolari per l’Italia, partito fondato dell’ex ministro della difesa Mario Mauro. Forza moderata, liberaldemocratica d europeista, in Molise ha già riscosso un buon successo con il 7,2 per cento dei consensi, portando a casa un assessore e due consiglieri.
Bruciando i tempi, Suriani già da tempo sta conducendo una campagna elettorale diffusa su tutto il territorio della provincia di Chieti e anche su scala regionale.
“La mia candidatura nasce dalla voglia di alzare la qualità della rappresentanza regionale, mettendo a disposizione le competenze acquisite e la professionalità”, ama ripetere, mettendo sul piatto della bilancia il suo essere vice direttore dell’Agenzia del demanio delle Marche, l’aver lavorato come ingegnere in vari cantieri sparsi per il mondo, ed anche nell’ambito della ricostruzione post-sisma dell’Aquila.
Lei è già partito lancia in resta per la battaglia delle elezioni ma nel suo esercito non c’è ancora un generale…
Non c’è dubbio, non abbiamo ancora il generale, ma tanti aspiranti tali. Preferisco però un’altra metafora: in una gara di canoa quello che contano sono i rematori, la loro forza e sincronia, se ciò accade il battitore di tempo non è la figura centrale e trainante. Come a dire, l’importante ora è lavorare a creare una squadra valida di candidati e competitiva .
D’accordo, ma se i maggiorenti dei principali partiti della coalizione se le danno di santa ragione, ad avvantaggiarsi non rischiano di essere le altre canoe in gara?
Vorrei minimizzare, storicamente c’è stata sempre la necessità di mettere d’accordo le varie anime di una composita coalizione, è nella natura delle cose.
Che giudizio esprime sulla candidata presidente del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi, e del probabile candidato del centrosinistra Giovanni Legnini?
Come vicedirettore dell’Agenzia del demanio delle Marche, ho avuto incontri istituzionali con Legnini, quando era sottosegretario. Il mio è un giudizio di stima, se scende in campo non potrà che alzare il livello della competizione. Uno di quegli avversari con cui è giusto in ogni caso collaborare. Su Marcozzi non ho molto da dire, tutti conoscono l’approccio della forza politica che rappresenta, e che ogni giorno che passa vive il problema di spiegare ai suoi elettori, scelte di governo che contraddicono le altisonanti promesse elettorali
A proposito di una promessa solenne del Movimento 5 stelle, ”no ai termovalorizzatori”, lei è d’accordo?
In assoluto potrei essere contrario se si raggiungessero importanti livelli di raccolta differenziata. Ma l’opzione non può essere esclusa a priori. Va anche detto che la nostra ragione ha condizioni particolari, e non è particolarmente popolosa per giustificare la realizzazione di un termovalorizzatore.
Che significa concretamente ”brand Abruzzo”, suo cavallo di battaglia elettorale?
E’ la vera identità regionale da rilanciare, serve però un progetto unico, che abbracci turismo, agricoltura, opportunità normative e finanziarie, senza mai prescindere dal coinvolgimento delle aree interne, con il loro patrimonio materiale e intangibile. Serve una ripresa progressista della nostra identità e dei nostri valori, e questo solo il centrodestra può farlo.
Perché solo il centrodestra può farlo?
Centrosinistra e M5s sono ancorati ad una mentalità assistenzialista, vedi lo ‘stipendio a prescindere’ rappresentato dal discutibile reddito di cittadinanza, e dalle paventate assunzioni di massa nella pubblica amministrazione.
Perchè è contrario al raddoppio del porto di Vasto?
Il porto di Vasto è ubicato tra aree protette, in un territorio a grande valenza turistica, inoltre è localizzato in una posizione più bassa rispetto alla rete viaria e ferroviaria, e dunque non può essere servito da infrastrutture adeguate, necessarie al transito di cointainer e merci. Da questo punto di vista è molto più funzionale il porto di Ortona, meglio collegato tra l’altro con il polo produttivo della val di Sangro.
Sia il centrodestra del teramano Gianni Chiodi, sia il centrosinistra del pescarese Luciano D’Alfonso, sono stati accusati, dagli oppositori del monento, di trascurare l’area del vastese, lontana dai centri del potere. E’ vero?
Il basso Abruzzo ha sempre risentito del distacco geografico, non dipende dalla politica regionale, anche il vastese ha avuto in questi anni esponenti autorevoli in Regione. Ritengo in generale che comunque un consigliere debba rappresentare tutto l’Abruzzo, non solo il suo territorio.





