SULMONA – Manca solo l’ufficializzazione, ma la fumata bianca c’è stata: il centrosinistra ha scelto il candidato sindaco di Sulmona alle elezioni di primavera: è Angelo Figorilli, 68enne giornalista Rai originario di Sulmona.

Sfiderà il candidato del centrodestra Luca Tirabassi, presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati e con ogni probabilità Nicola Di Ianni  candidato del terzo polo, con protagonista il gruppo di riferimento dell’ex parlamentare Paola Pelino.

Dopo la caduta della maggioranza di Gianfranco Di Piero a dicembre, con il commissariamento del Comune, si era registrata la spaccatura, ora dunque ricomposta tra il Pd che proponeva come candidato l’ex assessore comunale, Carlo Alicandri Ciufelli e il Movimento 5 stelle, che invece voleva il giovane dirigente di cooperativa Riccardo Verrocchi.

Sul nome di Figorilli resta però ancora l’incognita di Sinistra Italiana, che aveva minacciato uscire dalla coalizione. Mentre nel centrodestra non si è ancora ricomposta la frattura dell’Udc.

Figorilli ha avuto intanto la benedizione dell’ex sindaco Di Piero, definedo la sua “un’ottima candidatura per la città”.

Ha dichiarato già Figorilli: “Io penso che questo sia il momento, per ognuno di noi, in ogni comunità, nelle piccole città e nei grandi partiti, nelle metropoli e nei paesi, prima ancora di discutere di progetti e di programmi, di alzarsi in piedi e dire da che parte vogliamo stare. Se scegliamo le regole o accettiamo la legge del più forte, se pensiamo che la natura sia la nostra vita o solo un ostacolo ai nostri affari, se consideriamo il lavoro un diritto per cui lottare o solo una promessa da aspettare, se la nostra idea di pace sia cacciare la gente dalla propria terra o difendere il diritto di tutti ad avere una terra dove vivere”.

“Perché bisogna prepararsi a resistere al vento che sembra spingere tutto verso la guerra degli affari e gli affari della guerra e coltivare invece la speranza che si possa costruire sul rispetto, sulla cultura, sul dialogo e sui diritti uguali per tutti – ha proseguito -. Anche una elezione comunale può servire a indicare il mondo che vogliamo, a combattere un futuro governato dalla forza, dalla paura e dalla cattiveria, a battersi perché vincano giustizia e gentilezza. Per questo io vorrei una città che si apra all’ascolto, che consideri una ricchezza e non un pericolo chi cerca un posto nel mondo, che non proclami di essere la più bella da visitare ma la più accogliente dove venire a discutere e a crescere. A cinema, a teatro, in piazza, nelle scuole e in quel parco fluviale che potrebbe diventare il nostro Central Park. Poi certo parleremo di Cogesa e di tribunale, di isola pedonale e di parcheggi, di ospedale e di territorio, andremo davanti ai cancelli della Marelli e proveremo a fare la squadra migliore che possiamo ma prima bisogna dare ai ragazzi ragioni per non andarsene o di farlo sapendo di poter tornare, dire loro che devono prendersi Sulmona perché questa città può diventare un posto dove vivere connessi con il mondo. E lo faremo dialogando con provincia regione e governo ma senza aspettare che siano loro a dirci quale deve essere la via”.

“Oggi la città, di fronte a sé stessa, deve decidere la strada di domani. Non è facile, a volte il declino sembra ineluttabile nei numeri -sempre meno persone sempre meno lavoro- e nella politica, eppure qualche fuoco acceso c’è e non è poco: il teatro è sempre pieno, il cinema è diventato anche Festival, il liceo è di nuovo in piazza e il jazz risuona nelle strade, ci sono librerie dove si discute e caffè dove si presentano libri. Sono piccoli segnali che indicano voglia di partecipare e di fare. Alziamo la testa dal telefono perché c’è bisogno di tutti, di quelli che hanno vent’anni oggi e anche di quelli che oggi ne hanno molti di più. Sulmona città futura è la sfida per la quale vale la pena darsi una mano, tutti insieme. Ci diranno che sono solo sogni, e noi diremo che vale la pena sognare. Ecco le ragioni che mi spingono ad accettare questa sfida. Se sono anche le vostre possiamo provarci”, ha concluso.