L’AQUILA – In occasione delle elezioni politiche in programma il 25 settembre, il leader della Lega, Matteo Salvini, e il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, saranno in Abruzzo lo stesso giorno, il 14 settembre.
Le due visite sono state entrambe annunciate ieri, anche se al momento non si conosce il programma di Letta.
Per quanto riguarda Salvini, sarà a Pescara per un comizio alle ore 21 in Piazza della Rinascita: si tratta della seconda visita in Abruzzo in questa campagna elettorale, era già stato in Abruzzo a Giulianova lo scorso 23 agosto.
Salvini sarà ricevuto da dirigenti, amministratori e candidati guidati dal coordinatore regionale e deputato uscente Luigi D’Eramo, ricandidato come capolista al proporzionale alla Camera.
Ieri, invece, seconda tappa abruzzese per la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, candidata all’uninominale Camera nel collegio L’Aquila-Teramo, che ha tenuto un comizio nella villa comunale del capoluogo.
Il primo incontro, il 30 agosto scorso, si era tenuto in Piazza della Rinascita a Pescara, lo stesso giorno della visita a Chieti del presidente dem M5S Giuseppe Conte e del fondatore di Italexit Gianluigi Paragone.
Ieri pomeriggio a Celano c’era il dem Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e candidato alla Camera, all’Auditorium Enrico Fermi a un evento organizzato dal Partito Democratico abruzzese. L’intervento di Zingaretti è stato preceduto da quello del segretario del Partito Democratico abruzzese, e candidato al Senato, Michele Fina, che ha elencato i punti qualificanti del programma del Pd.
Intanto si registra lo strappo nella Lega del deputato Giuseppe Bellachioma, non ricandidato alle elezioni del 25 settembre, e che si è dimesso da tutti i suoi incarichi di partito sia nella segreteria e nell’esecutivo regionale che nella segretaria provinciale teramana. Resterà in campo come semplice militante. Fondatore della Lega in Abruzzo, Bellachioma non ha fatto note ufficiali, per chiarire i motivi dell’addio. Probabilmente non ha digerito la mancata ricandidatura in posizione utile.
MELONI: “L’AQUILA SIMBOLO PER FDI”. BIONDI: “CITTA’ PUO’ ELEGGERE PROSSIMO PREMIER”
“Noi siamo pronti, ora dovete dimostrare di essere pronti voi. Basta una croce sul simbolo. Poi questa partita non è già vinta: deciderete voi se questa Nazione sarà libera”.
Dal palco della villa comunale dell’Aquila, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha ieri salutato così gli elettori in vista delle elezioni politiche in programma il prossimo 25 settembre.
Ad accoglierla il sindaco Pierluigi Biondi: “L’Aquila avrà la possibilità di eleggere il futuro presidente del Consiglio dei ministri”, ha sottolineato rivolgendosi al pubblico il primo cittadino.
“C’è un ragione a diventare il parlamentare di L’Aquila: è un territorio simbolo per noi, delle tanti lungaggini che non funzionano e che possono funzionare. È un simbolo del buongoverno di Fdi. Non avremo Toninelli e Azzolina ministri: abbiamo una classe dirigente di chi fa politica da quando erano ragazzini”, ha esordito Meloni, candidata all’Uninominale Camera proprio nel collegio L’Aquila-Teramo, ancora una volta tornando a rimarcare la scelta simbolica di candidarsi in Abruzzo, regione che conta non solo il primo presidente di Fratelli d’Italia, Marco Marsilio, ma anche il sindaco di un importante capoluogo regionale, rieletto al primo turno lo scorso 12 giugno.
Quella di ieri pomeriggio è stata la seconda tappa della leader di FdI, dopo quella che il 30 agosto scorso, l’ha vista protagonista di un comizio in piazza della Rinascita a Pescara.
Dal palco Meloni ha osservato: “Nelle prossime settimane succederà di tutto: sono in modalità monaco tibetano, ohmmm, non rispondo alle provocazioni, ormai non leggo nemmeno certi giornali e certi telegiornali. Noi siamo pronti, ora dovete dimostrare di essere pronti voi. Basta una croce sul simbolo. Poi questa partita non è già vinta: deciderete voi se questa Nazione sarà libera”.
Tra i vari temi trattati, quello più dibattuto del momento e che più degli altri preoccupa l’Italia, il caro energia: “È importante mettere un tetto del gas”, ha detto la leader di FdI.
“Il problema dell’aumento del gas – ha spiegato a margine del comizio – attualmente non è legato a una maggiorazione del prezzo da parte della Russia. Ma
è legato al fatto che la Russia ovviamente ci gioca perché sa che fa aumentare la speculazione sul gas”.
E in parte prendendo le distanze dal leader della Lega, Matteo Salvini, suo alleato, ha aggiunto – se l’Europa mette un tetto del gas, come il governo italiano sta chiedendo e come noi stiamo supportando dall’opposizione, la questione dell’aumento in parte si risolve. Mentre, se noi non mettessimo un tetto del gas e puntassimo tutto sul calmierare le bollette, 30 miliardi di cui parla Matteo Salvini con uno scostamento di bilancio, rischiano di non bastare e, comunque, il problema sono soldi che stiamo dando alla speculazione. Quindi, io credo che la questione si debba risolvere in un’altra maniera. Sul tetto al prezzo del gas siamo d’accordo tutti, meno l’Olanda e la Germania che hanno interessi nazionali”.
“Dopodiché – ha proseguito – a livello nazionale la misura che possiamo trovare già lunedì, se non lo fa immediatamente l’Europa, di separare il prezzo dell’elettricità e il prezzo del gas. Si parla di una spesa di 3-4 miliardi secondo i nostri studi”.
Sul reddito di cittadinanza poi ha dichiarato: “Quando Fratelli d’Italia dovesse realizzare il suo progetto che è quello di dare e di fare assistenza come giusto che sia, verso chi non può lavorare ma di immaginare per chi è in condizione di lavorare non di essere trattato come qualcuno che non è in condizione di lavorare ma di avere un posto di lavoro, non ci sarà in Italia nessuna rivolta e nessuna rivoluzione di cui sento parlare ogni giorno”.
“Possono fare tutti gli allarmismi che vogliono – ha aggiunto – ma qui la verità è che devono fare così perché non hanno altro da dire, perché se potessero spiegare quali sono i loro programmi o dare conto di quello fatto negli ultimi anni probabilmente parlerebbero di loro stessi. Confido nella serietà delle nostre proposte nella serietà degli italiani che troveranno nelle proposte di Fratelli D’Italia un futuro decisamente piu’ dignitoso di quello che gli ha garantito la sinistra”.
In merito agli attacchi degli ultimi giorni da parte degli antagonisti ha poi detto: “Atteso che io nella vita ho altri problemi rispetto a farmi dare delle patenti di democrazia da Enrico Letta, ho sentito in questa campagna elettorale una serie di dichiarazioni abbastanza surreali, come quella di vederci come pericolo per la democrazia”.
“Ma qual è la credibilità – ha incalzato – di forze politiche che negli ultimi dieci anni hanno sistematicamente perso le elezioni e governato questa nazione dicendo che ‘non si rispettano i valori democratici’ a chi ha perso le elezioni ed è rimasto all’opposizione come era normale che si facesse in una democrazia?” .
“Poi se Enrico Letta vuole fare la campagna elettorale così, ben venga. Non mi pare che siano temi di grande impatto. Ma non spetta a me dare consigli ai miei avversari”.
“Perché la sinistra ha bisogno di dipingerci come mostri? Per me perché hanno un problema a dire cosa vogliono fare per l’Italia. Stanno al governo da 10 anni e gli italiani hanno visto come si comportano”.
“La domanda è: secondo voi com’è possibile che non ci sia nello spettacolo qualcuno che la pensi come noi? Siamo stimati al 25%. Se c’è perchè non parla? È possibile che se parla le sue possibilità di crescere nel mondo dello spettacolo possano ridursi? È questa la democrazia dei democratici?”.
“La sinistra è nervosa perché teme di perdere il suo sistema di potere: ora basta. Serve meritocrazia”.
Nel suo intervento, il sindaco Biondi ha ricordato: “Due mesi eravamo qui per il cambiamento dell’Aquila e Giorgia era qui per noi. Stasera siamo qui per lei e per diverse ragioni: siamo grati a Giorgia per aver fatto una scelta di cuore nel candidarsi in questo collegio potendo farlo sotto casa”.
“Giorgia è una politica e patriota con la P maiuscola – ha continuato Biondi – Con la sua candidatura L’Aquila non dovrà andare più a Roma con il cappello in mano e tornerà al centro dell’agenda nazionale e sarà un modello italiano nella ricostruzione. Giorgia è stata sempre generosa, c’è sempre stata per noi: non è mai mancata quando avevamo bisogno, a partire dai fondi per la ricostruzione per finire nelle battaglie fatte, ad esempio, sulla restituzione delle tasse sospese durante il terremoto”.
“In Abruzzo eleggeremo donne ed uomini capaci che andranno a rappresentare a Roma gli interessi della nostra regione. L’Aquila ha la possibilità di eleggere in parlamento non solo un aquilano, Guido Liris, ma anche il prossimo presidente del Consiglio dei ministri”.
ZINGARETTI: “VOGLIAMO PAESE PIU’ GIUSTO”. FINA: “MELONI NON CONOSCE L’ABRUZZO”
“Vogliamo che i prossimi decenni siano quelli di un Paese più giusto e più vicino alle persone. La differenza tra noi e loro è che cavalcano problemi che creano paure, noi vogliamo risolverli. L’Italia oggi ha bisogno di questo perché il Covid ha lasciato sul tappeto la tragedia sociale e la paura”.
Lo ha detto Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e candidato alla Camera, intervenendo ieri a Celano all’Auditorium Enrico Fermi a un evento organizzato dal Partito Democratico abruzzese, nel corso del quale è stato annunciato che il segretario nazionale Enrico Letta sarà in Abruzzo per la campagna elettorale il 14 settembre.
Rispetto al caro-energia, Zingaretti ha detto che il Pd chiede al governo che “nessuno sia lasciato solo. Noi serviamo perché se quella paura non trova risposta diventa rabbia, che non risolve problemi ma cerca capri espiatori”.
Ha ricordato che “stanno arrivando 270 miliardi del PNRR, la destra ha votato contro ed è inaccettabile. Dobbiamo combattere perché in un momento drammatico l’Italia non può precipitare nell’oblio in cui le loro proposte la porterebbero”. Citata al riguardo la flat tax, “tassa ingiusta, che vuole ridurre la progressività delle imposte e viola il principio della democrazia di contribuire in base a quanto si ha. Darebbe soldi a chi sta meglio, e li sottrarrebbe a chi sta peggio, togliendoli dalla sanità, dalle pensioni, dalle politiche sociali. Noi vogliamo redistribuire la crescita sulla base della giustizia e della solidarietà. Vogliamo poi una battaglia di verità sui diritti civili, alla destra diciamo: i diritti delle donne e la 194 non si toccano”.
L’intervento di Zingaretti è stato preceduto da quello del segretario del Partito Democratico abruzzese, e candidato al Senato, Michele Fina, che ha elencato i punti qualificanti del programma del Pd: “Il lavoro è al centro delle nostre idee e del nostro Dna; sull’ambiente vogliamo insistere sulle rinnovabili e continuare sul bonus 110 per cento, migliorandolo, mentre i nostri avversari dicono nucleare e trivelle, ma così non parlano né all’immediato né al medio termine, è un modo per non affrontare il problema”.
Poi in primo piano cultura e infrastrutture. Fina ha attaccato Giorgia Meloni, oggi nel capoluogo regionale, candidata al collegio uninominale L’Aquila -Teramo, in cui se la vedrà con Rita Innocenzi: “Chiediamo che si confrontino, ma sappiamo già che Meloni non lo accetterà perché ha già perso, non conosce i luoghi e i problemi. La scelta è tra l’Abruzzo e chi cala i candidati dall’alto”.
Poi ha citato le candidate e i candidati della coalizione di centrodestra paracadutati in posizione di eleggibilità: oltre alla Meloni da Roma c’è Fabio Roscani, poi Alberto Bagnai da Firenze e Rachele Silvestri dalle Marche.
Concetto ribadito nel suo intervento anche da Innocenzi, mentre Ermanno Natalini, segretario del Pd di Celano, ha ricordato le forti penalizzazioni che ha scontato la Marsica, tra cui nei settori della sanità e dell’agricoltura, a causa del malgoverno della destra in Regione.






