L’AQUILA – L’ex consigliere regionale di Forza Italia Luca Ricciuti, gli assessori comunali dell’Aquila Carla Mannetti e Alessandro Piccinini, il vice presidente del Consiglio comunale aquilano, Ersilia Lancia, e il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia Michele Malafoglia hanno firmato stamattina l’accettazione della candidatura al Parlamento per il partito di Giorgia Meloni.

Si tratta dei primi cinque aquilani ad avere formalizzato la disponibilità, un atto propedeutico ad una eventuale presenza nelle liste, che non è comunque ancora scontata.

I cinque, verosimilmente, saranno presenti nella quota proporzionale per il collegio della Camera che comprende le province di L’Aquila e Teramo.

RICCIUTI, ”FRATELLI D’ITALIA RISPETTA LE PERSONE, FORZA ITALIA NO”

“Ce l’ho con Forza Italia, punto. Con il modo di selezionare non tanto la classe dirigente, quanto i soggetti che devono confrontarsi con il voto del territorio, e non credo di essere il solo a pensarla così. Vedo che in Fratelli d’Italia c’è un diverso rispetto delle esperienze e delle esigenze territoriali”.

Così l’ex consigliere regionale aquilano del Popolo della libertà Luca Ricciuti spiega ad AbruzzoWeb la scelta, anticipata oggi da questo giornale, di accettare una candidatura, con modalità ancora da decidere, come conferma egli stesso, alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, proprio tra le fila dei meloniani.

“Che vengano inseriti nelle liste in posizione utile soggetti proiettati dalla Luna non è praticabile – sbotta Ricciuti – Ce l’ho con Ruggieri? No, lui non c’entra. E non dico nulla sul coordinatore regionale Pagano o quello comunale Morelli: non parlo di persone, guardo i fatti”.

Non è comunque il primo accostamento tra il suo nome e quello di Fdi: se ne parlò lungamente, salvo poi la retromarcia, alla vigilia delle precedenti Politiche nel 2013: “Completo un percorso cominciato allora”, fa notare.

Il partito di Giorgia Meloni, continua, “ritengo che sia parte importante nella coalizione e lì dentro faremo la battaglia. Ho accettato senza sapere in che posto mi mettono, deciderà il partito com’è giusto che sia – conclude Ricciuti – Appoggeremo tutti, ma da postazioni diverse”.