“Non si comprende la ragione per la quale in Abruzzo si debba votare in pieno inverno. A me sembra una follia. Basta un decreto del governo per evitarla”.
A sostenerlo è Maurizio Acerbo, ex consigleire regionale di Rifondazione comunista e segretario nazionale del partito, che controcorrente mette indubbio l’opportunità di votare il 10 febbraio prossimo. Allieandosi, fuori tempo massimo, a chi sosteneva l’ìpportunità non solo per ragioni climatiche ma anche finanziarie di aggangiare le elezioni regionali a quelle europee di maggio.
“Si voterà in Abruzzo per la Regione il prossimo 10 febbraio – scrive Acerbo -. Questo significa che la campagna elettorale si svolgerà nei mesi più freddi dell’anno – scrive Acerbo – Quelli per intenderci da emergenza neve. Davvero la scelta meno opportuna per favorire la partecipazione popolare. Non mi riferisco solo ai comizi, alle affissioni o ai volantinaggi. Ma persino alla possibilità di recarsi ai seggi in tanti comuni montani e non solo visto come in Abruzzo basta qualche nevicata per mandare in tilt collegamenti stradali e persino linee elettriche. Inoltre si prefigura un bello spreco di denaro pubblico perchè pochi mesi dopo, a maggio, c’è una tornata di elezioni europee e amministrative”.
“Negli anni passati i governi hanno accorpato votazioni in un unico “election day” per risparmiare. Pare che questa volta nessuno lo chieda. Centrodestra e centrosinistra hanno sempre operato in tal senso negli ultimi anni. E il M5S ha fatto della diminuzione dei costi della politica il suo cavallo di battaglia. Non si comprende la ragione per la quale si debba votare in pieno inverno. A me sembra una follia. Basta un decreto del governo per evitarla”, conclude Acerbo.





