L’AQUILA – Manca un anno e mezzo alla fine della legislatura, ma già la corsa per le Regionali si affolla di pretendenti.
Il miraggio di un seggio fa gola a molti e i motori iniziano a rombare per quella che si annuncia come una campagna elettorale lunghissima.
Tanto più se il governo, per ridurre i costi, indicherà all’Abruzzo la strada dell’election day con Europee e Amministrative, con il mandato di Gianni Chiodi che potrebbe slittare oltre la scadenza naturale di dicembre 2013 e finire a marzo-aprile 2014.
Il quadro del totoconsiglieri, inoltre, è complicato dall’eventuale riduzione da 42 a 30 dei posti in Regione, indicato in uno dei decreti taglia-spese dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti ma non ancora attuato, e dalle elezioni politiche previste per la primavera 2013.
VERSO ROMA
A fronte dei parlamentari uscenti, infatti, ci sono alcuni di quelli che oggi siedono all’Emiciclo che potrebbero staccare un biglietto per Roma.
Tra questi hanno più chance degli altri Alfredo Castiglione, Gianfranco Giuliante, Nazario Pagano e Lorenzo Sospiri (Popolo della libertà), Cesare D’Alessandro e Carlo Costantini (Italia dei valori), Camillo D’Alessandro (Partito democratico), Antonio Menna (Unione di centro) e Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista).
Sempre che rimanga il “Porcellum” e non si passi a un sistema misto dove conteranno anche le preferenze: a quel punto alcuni emergenti con un sostanzioso bagaglio di voti potrebbero tentare la sorte, come per esempio Paolo Gatti (Pdl), che ha dimostrato ampiamente il suo peso dentro al partito.
VERSO L’EMICICLO
Tra coloro che, invece, sicuramente puntano a conquistare lo scranno regionale per la prima volta ci sono il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, Antonio Morgante, capo della segreteria del commissario per la ricostruzione, il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio (Udc), i suo colleghi della Vela Alfonso Di Sabatino, vice sindaco di Teramo, e Andrea Gerosolimo, consigliere della Provincia dell’Aquila, il sindaco di San Valentino (Pescara), Angelo D’Ottavio, nel caso in cui il suo mentore Castiglione vada in Parlamento, l’assessore comunale di Ortona (Chieti) Gianluca Coletti (Pd), figlio dell’ex senatore Tommaso.
Un discorso a parte lo meritano i grandi ritorni dei big che gravitano intorno al progetto civico “Abruzzo riformista” di Luciano D’Alfonso, vedi Donato Di Matteo e Marco Verticelli, ex potentissimi assessori regionali dei Democratici di sinistra.
Sullo sfondo, naturalmente, la guerra in atto dentro il centrosinistra per la poltrona di governatore che vede almeno quattro pretendenti: i democrat Giovanni Lolli e Giovanni Legnini, Rodolfo De Laurentiis (Udc) e, come nel 2008, il dipietrista Costantini.
Ruota tutta intorno alla scelta su chi andrà a rappresentare Pescara a Roma, la corsa dentro al Pdl per l’Emiciclo.
Attualmente la provincia conta ben sette consiglieri regionali in carica: il vice presidente della Giunta, Alfredo Castiglione, l’assessore Carlo Masci, che è il leader di Rialzati Abruzzo ma è anche un tesserato Pdl, Lorenzo Sospiri, Nicoletta Verì, Alessandra Petri, Federica e Riccardo Chiavaroli, questi ultimi tre eletti con il listino bloccato.
È evidente che spazio per tutti non ce n’è, per questo almeno in tre, Castiglione, Sospiri e Pagano, puntano al parlamento. Se non cambierà la legge elettorale e resterà il “Porcellum”, chance pure per Masci con la sua civica a supporto del centrodestra.
Se fosse Castiglione, Sospiri entrerebbe nell’esecutivo e Mauro Febbo andrebbe a fare il numero due di Chiodi: un filotto interessante per gli ex di Alleanza nazionale, ma bisogna fare i conti con la componente azzurra del partito, nonché con l’ambizione dello stesso Sospiri, primo dei non eletti nel 2008, di fare il grande salto, grazie anche ai buoni uffici del suo capo corrente, il presidente dei senatori pidiellini, Maurizio Gasparri.
Alle loro spalle potrebbero tentare la carta dell’ingresso in Regione l’assessore all’Urbanistica del Comune di Pescara Marcello Antonelli e il candidato sindaco di Montesilvano sconfitto al ballottaggio Manola Musa.
Se Città nuove, la formazione fondata dalla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, com’è molto probabile, presenterà sue liste, il candidato di punta sarà Geremia Mancini, uomo storico del sindacato Ugl con alle spalle un passato da consigliere comunale di Pescara con An.
Sempre da Montesilvano potrebbe spuntare uno dei giovani più promettenti della politica pescarese, il presidente del Consiglio comunale, Carlo Tereo de Landerset, campione di preferenza ormai da tre legislature, nella lista di Futuro e libertà. Sempre tra i finiani si fanno i nomi dei consiglieri provinciali Roberto Pasquali e Gianni Teodoro.
Nell’Udc sarà quasi sicuramente della partita l’assessore provinciale Valter Cozzi, gli altri papabili sono l’evergreen Licio Di Biase e il sindaco di Farindola, Antonio De Vico.
In casa Pd sicura la ricandidatura del consigliere in carica Marinella Sclocco, unica eletta nel 2008, aspira a conquistare un seggio il segretario provinciale del partito, Antonio Castricone, potrebbe essere della partita anche il sindaco di Abbateggio e consigliere provinciale, Antonio Di Marco.
Me è tra gli ex che emerge il nome più altisonante: quello dell’ex assessore regionale della Giunta Del Turco Di Matteo, nel 2005 forte di oltre 11.500 voti, che tornerebbe in lizza con “Abruzzo riformista”.
L’Italia dei valori deve verificare cosa farà Carlo Costantini: al Parlamento oppure di nuovo candidato presidente, in alternativa sarà della partita, insieme all’attuale collega pescarese Camillo Sulpizio. Un altro candidato potrebbe essere il consigliere provinciale Camillo Sborgia e un nominativo individuato dai due neo-sindaci di Montesilvano e Spoltore, Attilio Di Mattia e Luciano Di Lorito, colleghi anche in Consiglio provinciale.
In provincia di Teramo, regno di Chiodi, sono quattro i consiglieri regionali in carica targati Pdl: gli assessori Paolo Gatti e Giandonato Morra, il capogruppo, Lanfranco Venturoni, e il suo vice, Emiliano Di Matteo. A questi va aggiunto l’altro componente dell’esecutivo Mauro Di Dalmazio, entrato in Giunta come esterno ma che sarà chiamato a misurarsi con le elezioni.
Un affollamento simile a quello che vive il partito nel Pescarese, per cui il prossimo giro all’Emiciclo lascerà sul campo qualche vittima eccellente.
Un posto potrebbe essere lasciato libero da Gatti, ma solo se ci sarà una legge elettorale che preveda una “conta” con le preferenze oppure se il Pdl deciderà di fare primarie per la scelta dei futuri candidati al Parlamento.
Più remota la possibilità che decida di correre pure il segretario generale della presidenza della Regione, Enrico Mazzarelli, a meno che il governatore non decida di farsi una propria lista civica dove inserire i fedelissimi.
Un altro nome che circola è quello dell’assessore al Comune di Teramo Giorgio D’Ignazio.
Futuro e libertà dovrebbe schierare Berardo Rabbuffo, nel 2008 eletto con il listino del presidente, poi uscito dal Pdl per confluire nel progetto finiano. Con lui, forse, il coordinatore provinciale di Fli, Toni Lattanzi.
Nell’Udc circolano i nomi di Alfonso Di Sabatino, attuale vice sindaco di Teramo, e di Pierangelo Guidobaldi, segretario provinciale della Vela.
Un ruolo importante potrebbero recitarlo i socialisti che guardano al centrodestra, forti di due primi cittadini: Enio Pavone a Roseto e Alberto Pompizi a Sant’Omero.
Il Pd conta due consiglieri in carica: Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca.
Il primo dice in giro che non si ricandiderà, avendo avuto una carriera di prestigio prima come sindaco di Giulianova poi come presidente della Provincia, mentre il secondo tenterà il bis.
Altri potenziali candidati sono la presidente dei democrat abruzzesi, Manola Di Pasquale, prima dei non eletti nel 2008 nella lista del Senato, e di Domenico “Renzo” Di Sabatino, ex sindaco di Bellante, sempre che per lui non si apra la possibilità di una corsa da presidente della Provincia, ente di cui è consigliere.
Altri due aspiranti sono il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, e il segretario provinciale piddino, Robert Verrocchio, anche lui della cittadina rivierasca, quindi uno dei due è di troppo.
L’Idv è legata all’incognita Cesare D’Alessandro, consigliere regionale di vecchia data che, arrivato alla quarta legislatura consecutiva, potrebbe decidere di godersi la pensione. Alle sue spalle scalpita il capogruppo al Comune di Teramo, Siriano Cordoni.
(2 -fine)





