L’AQUILA – Con il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, che già parla da reggente e il parere richiesto agli uffici competenti dal centrosinistra per chiarire se le elezioni vanno fissate entro 90 giorni, oppure 120, è già iniziato il “dopo D’Alfonso”, anche se ufficialmente il presidente dovrebbe lasciare il suo incarico entro i primi 10 giorni di agosto.

Solo ieri, al senatore del Partito democratico, Luciano D’Alfonso, dichiarato incompatibile dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato, è stato chiesto di fare una scelta tra i due incarichi entro “un termine di tre giorni”.

Una decisione che inevitabilmente si ripercuoterà sull’Abruzzo, che tornerà alle urne anticipatamente a dicembre, ipotesi che costerebbe alle casse regionali tra gli 8 e i 10 milioni di euro, anziché a scadenza naturale della legislatura in  primavera 2019.

Il centrosinistra che governa la Regione chiederà agli uffici competenti del Consiglio e della Giunta regionale, in base a quanto appreso da fonti regionali, un parere per stabilire la tempistica entro la quale dovranno essere fissate le elezioni dopo la dichiarazione di incompatibilità.

La maggioranza, in particolare il vice presidente Giovanni Lolli e il presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Di Pangrazio, vogliono chiarire se le elezioni vanno fissate entro 90 giorni, come dice il regolamento del Consiglio, oppure entro 120 giorni per permettere ai sindaci sopra i 5 mila abitanti, di dimettersi per presentarsi alle elezioni.

In questo caso, considerando che la richiesta della Giunta del Senato di optare in tre giorni sarà ufficiale nel momento in cui riceverà la comunicazione, quindi secondo una stima tra l’8 e il 10 agosto prossimi, le elezioni cadranno entro il 10 novembre, oppure entro il 10 dicembre.

La data sarà stabilita d’intesa tra il presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Lolli e Di Pangrazio.

Nei prossimi giorni, vice presidente reggente e Di Pangrazio chiederanno un incontro al presidente della Corte d’Appello – si apprende – per cominciare ad analizzare la situazione anche alla luce del parere ricevuto.

Intanto, il vice presidente Lolli annuncia: “Sarò rigoroso nell’applicare le norme, a partire da quelle sulle prossime elezioni regionali, e nel periodo nel quale mi toccherà gestire, avrò in mente i limiti della mia funzione che attengono l’ordinaria amministrazione”.

Lolli non parla di data delle elezioni perché aspetta di conoscere i tempi delle dimissioni di D’Alfonso, una volta che sarà recapitata ufficialmente l’incompatibilità e l’invito ad optare in tre giorni.

“Nello stesso tempo mi concentrerò molto nel fare in modo che gli abruzzesi e chi governerà dopo – continua l’ex parlamentare e sottosegretario del Pd – non abbiano ripercussioni negative. In questo senso, c’è un’attività che va portata avanti, penso ai fondi comunitari, al terremoto, al bilancio regionale in ordine, all’antincendio per la sicurezza in estate”.

Non è escluso, tuttavia, che i tempi possano allungarsi fino a febbraio, soluzione che, da quanto si apprende, sarebbe auspicata dalla maggior parte delle forze politiche: in questo caso non servirebbe un provvedimento sovraordinato da parte del Governo, che sarebbe invece indispensabile per agganciare l’Abruzzo alle altre Regioni che votano in primavera.