TERAMO – “Adotterò un metodo rigoroso: ascolto delle esigenze reali nel territorio, condivisione delle soluzioni possibili, azione efficace in Parlamento, nell’ambito del nostro programma”.

A prometterlo ad AbruzzoWeb è Lucrezia Rasicci, 26 anni, candidata della Lega per l’uninominale della Camera dei Deputati, nel collegio di Teramo. Senz’altro una delle più giovani tra coloro che stanno scendendo in campo per le elezioni politiche del prossimo 4 marzo, anche se proviene da una famiglia dover la politica è di casa, essendo figlia di Renato Rasicci, ex vice presidente della Provincia.

A Teramo dovrà vedersela innanzitutto con il grillino Antonio Zennaro e con Sandro Mariani del Partito democratico, ma Rasicci sottolinea, sicura di sé, che “entrambi sono espressione del vecchio che è avanzato, l’uno della ‘farsa grillina’, l’altro di un vecchio modo di fare politica. Io mi ritengo diversa anche e soprattutto perché non sarà difficile essere me stessa in quello che ritengo sia l’unico partito vero rimasto in Italia”.

Lei è passata dal non voto e disinteresse per la politica a un impegno in prima persona: qual è stato il fattore determinante di questo cambiamento?

Ci sono momenti nella vita nei quali è necessario essere presenti. Ci troviamo di fronte a una svolta epocale e a un bivio per l’Italia, stretta tra la “tragedia-farsa grillina” e un renzismo senza futuro. Ho ritenuto giusto esserci e ho scelto la parte più difficile: quella che contrappone la vera rivoluzione necessaria in Italia, quella del buon senso, al pressapochismo e al buonismo dannoso. Il voto di domenica 4 marzo è un voto particolarmente importante, poiché si tratterà non solo di scegliere il nuovo Parlamento e il nuovo Governo, ma soprattutto di decidere da che parte stare, quale futuro costruire. Io ho scelto di stare dalla parte della ricostruzione del nostro Paese, del nostro Abruzzo ed in particolare di Teramo e della sua intera provincia.

Un esordio in politica direttamente con una candidatura alla Camera dei Deputati: non sarebbe stato più opportuno farsi le ossa negli enti locali, a partire dal Consiglio comunale?

Anche di Berlinguer si diceva si fosse iscritto direttamente alla direzione del partito, poi è diventato un punto di riferimento per ognuno, anche per i suoi avversari. Anche se il paragone può sembrare troppo forte io, nel mio piccolo, cercherò di mettere in gioco la mia esperienza di giovane professionista che vuole il bene dell’Abruzzo. Oltretutto, e questo mi piace sottolinearlo, sono abituata a fare lavoro di squadra e quindi io e gli altri eletti della Lega, della coalizione, e con le tante persone che ho incontrato in questo periodo, potremo fare un lavoro collettivo ed efficace nel solco del programma che ci siamo impegnati a onorare e con una particolare attenzione al territorio di Teramo e dell’Abruzzo.

La precedente esperienza di suo padre come amministratore è un’opportunità di avere consigli oppure un peso per i paragoni che inevitabilmente si faranno?

Né l’uno né l’altro: io che esprimo sicuramente una sensibilità più femminile non mi ritengo la “figlia di”, ma una giovane donna capace di dare il proprio contributo per cambiare il nostro Paese e la nostra terra. Certo, chi di noi non è orgoglioso dei propri cari e non prende e accetta da loro aiuti, consigli, critiche e spinte a migliorarsi? È quello che sta succedendo a me in questo momento nell’attività politica, che è poi quello che mi è già accaduto durante il mio ciclo di studi per arrivare con determinazione alla mia professione di odontoiatra.

Dovrà vedersela con un altro esordiente, il grillino Zennaro, e con un giovane ma navigato come il dem Mariani, che valutazione dà di questi due sfidanti per lo “scontro diretto”?

Entrambi sono espressione del vecchio che è avanzato, l’uno della “farsa grillina”, l’altro di un vecchio modo di fare politica. Io mi ritengo diversa anche e soprattutto perché non sarà difficile essere me stessa in quello che ritengo sia l’unico partito vero rimasto in Italia.

Qual è il problema principale del suo territorio che vorrebbe portare in Parlamento e quali le possibili soluzioni?

Intanto adotterò un metodo rigoroso: ascolto delle esigenze reali nel territorio, condivisione delle soluzioni possibili, azione efficace in Parlamento, nell’ambito del nostro programma. Ciò detto, i temi immediati che nella mia zona del Teramano hanno particolare valenza, spaziano dal tema della reale ricostruzione dopo il terremoto e il maltempo dello scorso anno, al welfare (e in particolare l’assistenza domiciliare ai disabili e sostegno alle loro famiglie), al turismo (e qui ribadirò il mio no convinto alla Bolkestein), alla riduzione del carico fiscale per i datori di lavoro e per le famiglie dei lavoratori, al miglioramento delle reali possibilità di accesso al credito bancario, passando per la semplificazione burocratica, gli incentivi per le assunzioni e l’avvio di nuove attività, gli investimenti in infrastrutture classiche e di nuova tecnologia per migliorare le aree dei nuclei industriali del Teramano, il rilancio di quel piccolo-grande gioiello che è stato il comparto della piccola e media impresa, soprattutto manifatturiera, della mia Val Vibrata e la difesa rigorosa della qualità del “made in Italy” e dei prodotti agricoli della nostra zona.

La divisione tra costa e interno del Teramano come può essere superata?

Ormai siamo a una complessiva difficoltà che non consente più questa divisione. L’approccio deve essere globale e bisogna far tornare intero territorio della provincia di Teramo a una condizione socio-economica che lo veda protagonista nell’intero Abruzzo. Ogni area della nostra provincia dovrà quindi perseguire e sviluppare al meglio la propria vocazione senza alimentare squilibri economici e demografici.