L’AQUILA – Anche di domenica, sono ore di frenetici incontri e vertici di partito per la scelta dei candidati che andranno a comporre le nuove Province abruzzesi, divenute enti di secondo livello dopo la riforma che le ha trasformate in una sorta di assemblea dei sindaci.

La presentazione delle liste dei candidati consiglieri e le candidature a presidente è iniziata oggi e terminerà domani, lunedì 22 settembre, e dovrà essere effettuata presso gli uffici preposti degli enti provinciali.

In Abruzzo le consultazioni riguarderanno le province di Teramo, Pescara e Chieti. Quella dell’Aquila rimarrà “in vita” ancora un anno, fino al termine della legislatura, nel 2015, dopo lo slittamento del voto a causa del terremoto del 6 aprile 2009.

Possono candidarsi al Consiglio provinciale tutti i consiglieri comunali e i sindaci, mentre possono candidarsi a presidente della Provincia solo i primi cittadini. Soltanto per questa prima volta, i consiglieri provinciali e il presidente della Provincia uscenti possono candidarsi.

Si tratta di consultazioni che rappresentano una novità assoluta per l’Italia, in quanto saranno chiamati a votare non i cittadini ma i consiglieri comunali e i sindaci.

Il sistema elettorale è quello del voto ponderato: i rappresentanti dei Comuni con maggiore popolazione avranno alle urne un peso specifico più rilevante rispetto ai centri più piccoli.

A esprimere la loro preferenza a Teramo saranno 580 amministratori, 400 a Pescara, 1.100 a Chieti.

CHIETI

In provincia di Chieti non c’è ancora nulla di definito.

Proprio in queste ore il centrodestra sta cercando la quadra sul nome del candidato, dopo il no del presidente uscente Enrico Di Giuseppantonio.

Tra i papabili ci sono i sindaci Tiziana Magnacca (San Salvo), Luciano Marinucci (San Giovanni Teatino) e Nicola Scaricaciottoli (Paglieta), quest’ultimo dato per favorito.

Burrascosa la situazione nel centrosinistra, dove a battersela sono l’ex assessore provinciale del Pd Antonio Tamburrino e il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo.

Da quanto si è appreso, a sostegno del primo, che è sindaco del piccolo Comune di Montenerodomo, 21 sindaci del Sangro-Aventino e del Vastese, motivati dalla voglia di porre l’attenzione sulla questione delle aree interne.

Dunque nessun pregiudizio sul primo cittadino frentano, sostenuto invece dalle città più grandi.

PESCARA

Ore decisive per il centrodestra a Pescara, in attesa che il presidente uscente Guerino Testa sciolga la riserva.

Nel frattempo, come conferma ad AbruzzoWeb il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano, “si procede a ultimare la lista civica composta da consiglieri comunali e provinciali e sindaci”.

Nulla di definito neanche nell’altra parte politica, dove si contrappongono le candidature dei primi cittadini di Abbateggio, Antonio Di Marco, e di Spoltore, Luciano Di Lorito.

TERAMO

Giochi fatti, invece, a Teramo dove a sfidarsi saranno l’ex sindaco di Bellante e capogruppo uscente del Pd in Consiglio provinciale, Renzo Di Sabatino, dopo il dietrofront di Francesco Mastromauro, che ha scelto di focalizzarsi sulla guida del comune giuliese.

Per il centrodestra il candidato presidente sarà il primo cittadino di Atri, Gabriele Astolfi, che l’ha spuntata contro il  “gattiano” Umberto D’Annuntiis, sindaco di Corropoli.

Decisissimo a non partecipare, il presidente uscente Valter Catarra, del quale il coordinatore provinciale Ncd, Paolo Tancredi, aveva rilanciato ultimamente le chance.

“Preferisco essere ricordato come l’ultimo dei presidenti eletti e non il primo dei nominati”, dice a questo giornale Catarra, che si è sempre battuto contro la legge di riforma delle Province da lui definita un “abominio dal punto di vista democratico e immaginata da chi non capisce nulla di pubblica amministrazione”.