TERAMO – “Premesso che auspico che ci sia una riflessione seria sulle Province, visto che ritengo che i rappresentanti dei cittadini vengano eletti dai cittadini, considero l’esito delle elezioni a Teramo positive per il centrodestra finalmente unito”.
È l’analisi del voto delle provinciali di Teramo, le uniche che sono svolte regolarmente in Abruzzo e non rimandate per il maltempo, da parte di Paolo Gatti, consigliere regionale di Forza Italia.
A vincere è stato il centrosinistra che ha portato in Consiglio sette rappresentanti, 5 della “La Casa dei Comuni”, che fa riferimento al presidente Renzo Di Sabatino del Partito democratico, che resta in carica per quattro anni. Due consiglieri nella seconda lista di centrosinistra, “Direzione Futuro”, che fa riferimento al capogruppo in Regione Sandro Mariani.
Il centrodestra ha portato in Consiglio 5 candidati nella lista “La Forza del territorio”, che ha avuto proprio in Gatti il fautore, che ha stretto un accordo con il parlamentare del Nuovo centro destra Paolo Tancredi. Convergenza che ha consentito di superare le divisioni che invece si verificarono nelle precedenti elezioni provinciali, dove il centrodestra ha eletto quattro consiglieri, con due distinte liste.
I cinque consiglieri eletti dal centrodestra sono Severino Serrani di Penna Sant’Andrea (6286), Federico Agostinelli di Campli (8885), Alberto Covelli di Teramo (4603), Ambra Foracappa di Alba Adriatica (3609) e Domenico Pavone di Atri (4544).
A rimanere piccato è rimasto però il consigliere regionale Mauro Di Dalmazio di Abruzzo futuro che non ha gradito l’accordo tra Gatti e Tancredi.
E Gatti ora per prima cosa evidenzia, non sono la compattezza ritrovata, ma anche il fatto che il centrodestra ha un consigliere in più.
“Prima di questa tornata elettorale – spiega Gatti – due consiglieri eletti con il centrodestra di fatto hanno appoggiato la maggioranza. Ora invece non solo abbiamo un consigliere in più, ma sono anche tutti compatti e coesi all’opposizione, e rappresentano tutti i territori della provincia. E questo è un ottimo viatico in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, e nel percorso di costruzione di un centro destra unito e radicato nel territorio”.
Detto questo Gatti esprime perplessità sugli esiste della riforma Delrio che ha trasformato le province in enti di secondo livello, lasciando solo tre deleghe ovvero viabilità ed edilizia scolastica e ambiente a votare presidente e consiglieri sono solo gli amministratori, e non i cittadini
“Una riforma sghemba, a seguito della quale i cittadini non hanno voce in capitolo. Ma la cosa più grave – evidenzia Gatti – è i continui tagli di risorse a cui gli enti provinciali sono stati sottoposti, prima dal governo di Matteo Renzi, e poi da quello di Paolo Gentiloni, ovvero del governo Renzi bis. Se abbiamo strade provinciali dissetate, macchine distrutte e cittadini arrabbiati, è loro la responsabilità”.





