CHIETI – “La provincia più grande e che ha già fatto passi indietro è quella di Chieti, questo è il primo equilibrio da garantire e rivendica l’espressione del capolista alla Camera nella persona di Camillo D’Alessandro, indicato alla unanimità da tutto il territorio provinciale, circoli ed amministratori, nelle tre assemblea zonali che abbiamo tenuto”.
Lo scrive in un documento politico, consultato in anteprima da AbruzzoWeb, il segretario del Partito democratico della Provincia di Chieti, Gianni Cordisco, in vista delle elezioni politiche del 4 marzo.
“Negli ultimi giorni – scrive ancora Cordisco – il dibattito di una parte di classe dirigente del Pd sta assumendo toni e caratteristiche che rischiano di far percepire contrapposizioni nei territori e tensioni tra le Province che non esistono, sotto dibattito da personalismi e fughe in avanti inaccettabili. Alcune divisioni interne alle altre province, un esempio quella di Pescara, hanno generato anche in passato assetti non condivisi ma accettati per senso di responsabilità. Un metodo che non può essere ripetuto: le elezioni politiche non sono un giocattolo nelle mani di pochi ma sono un percorso politico condiviso”.
“Già con l’elezione del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso – dice poi l’esponente dem – la provincia di Chieti, che ha contribuito nei numeri più di quella di Pescara, ha accettato, responsabilmente, un assetto di Giunta composta da D’Alfonso, di Pescara, e due assessori regionali del Pd pescarese a cui si aggiunge l’ulteriore assessore, di altra forza politica della medesima provincia di Pescara: rapidamente su sette componenti della Giunta, tre erano espressione della provincia di Pescara, mentre le altre province hanno avuto un solo rappresentante”.
Secondo Cordisco, “nonostante tre legislature, in cui i cittadini con le preferenze, hanno ripetutamente sostenuto Camillo D’Alessandro in Regione Abruzzo, a cui oltre al mancato ingresso in Giunta si è chiesto, ulteriormente e incomprensibilmente, la necessità di fare ancora spazio per favorire un nuovo assetto di Giunta, con le dimissioni dello stesso D’Alessandro da sottosegretario alla presidenza, mentre restava invariata la rappresentanza nell’Esecutivo della Provincia di Pescara”.
“Chi nella provincia di Pescara oggi evoca organismi da riunire o non riunioni per assumere decisioni chiediamo loro di sapere quando e dove si sono riuniti gli stessi organi per decidere che la Provincia più grande d’Abruzzo, quella di Chieti, con il maggiore apporto elettorale, avesse la minore rappresentanza in Regione e perché Pescara addirittura doppia e tripla”, fa notare.
“Chi ancora ha evocato la necessità di equilibrio per la scelta delle candidature a Camera e Senato ha ragione: la provincia più grande e che ha già fatto passi indietro è quella di Chieti, questo è il primo equilibrio da garantire e rivendica l’espressione del capolista alla Camera nella persona di Camillo D’Alessandro, indicato alla unanimità da tutto il territorio provinciale, circoli ed amministratori, nelle tre assemblea zonali che abbiamo tenuto (forse siamo l’unica provincia ad avere una indicazione unanime) insieme ad altre importanti disponibilità per le ulteriori posizioni necessarie, includendo sensibilità di area, di territori e di genere”, conclude.





