L’AQUILA – La chiusura dei giochi è lontana per le candidature di Liberi e Uguali, il cartello guidato dal presidente del Senato Pietro Grasso nel quale sono confluiti Sinistra Italiana, Articolo 1 e Possibile, nonostante entro fine mese vadano presentate le liste in vista delle elezioni politiche del 4 marzo.
I bersaniani, che fanno la parte del leone, in assemblea a Pescara hanno definito la rosa di nomi da inviare a Roma in base alle disponibilità raccolte nei comprensori, che più o meno coincidono con i collegi elettorali.
Tra queste spiccano quelle dell’assessore regionale Marinella Sclocco, del deputato uscente Gianni Melilla, del sottosegretario regionale Mario Mazzocca, dell’ex assessore regionale Franco Caramanico, dell’ex consigliere regionale Daniela Santroni, del vice sindaco di Vasto (Chieti) Paola Cianci e del consigliere regionale ex Movimento cinque stelle Leandro Bracco.
La difficoltà nella composizione del “listone” sono dovute al fatto che questo deve fare i conti con gli equilibri territoriali, quelli nazionali, le diverse sensibilità politiche e i fedelissimi che il presidente del Senato potrebbe catapultare anche in Abruzzo.
Questi ultimi potrebbero occupare i tre posti da capolista negli altrettanti collegi proporzionali (due per la Camera e uno per il Senato).
Per i cinque collegi uninominali della Camera, la contesa è soprattutto per il collegio di Pescara, dagli addetti ai lavori considerato il più favorevole visto che è quello con la platea più ampia di elettori e che al maggioritario quel che conta sono i consensi personali. Proprio su questo collegio, tra l’altro, insistono sia Melilla sia la Sclocco.
Nella rosa ci sono anche i consiglieri comunali di Pescara di Sinistra Italiana Ivano Martelli, e di Articolo 1, Carlo Gaspari.
Per il collegio aquilano, che comprende anche Marsica e Alto Sangro, sono in ballo Fabio Ranieri, neo coordinatore regionale di Articolo 1 insieme a Tommaso Di Febo, e il coordinatore provinciale di Sinistra Italiana Daniele Iacutone. Ma non è esclusa la partecipazione del consigliere comunale dell’Aquila Giustino Masciocco, anche se la sua ambizione sembra rimanere quella del Consiglio regionale.
Nel collegio che comprende la città Chieti e i comuni pescaresi di Bussi sul Tirino e Popoli e quelli aquilani di Sulmona e Scanno potrebbe essere della partita Oreste Tolone, in passato presidente del Consiglio comunale di Sulmona, anche se si sta ragionando su una candidatura forte che sia espressione della città di Chieti, che è il centro più importante del collegio.
Nel collegio che comprende i comuni chietini della costa, Francavilla, Vasto, Ortona, San Salvo, e dell’interno, Lanciano, Atessa, potrebbe trovare posto Caramanico.
A mantenere la disponibilità ad una candidatura è anche il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro, anche se non si è dimesso, perché secondo una sua interpretazione della legge elettorale sarebbe ineleggibile ma non incandidabile. L’orientamento nazionale, in ogni caso, sembra essere quello di non candidare coloro che hanno incarichi che prevedono la decadenza in caso di elezione al Parlamento. Nel Teramano c’è la disponibilità anche della dirigente regionale Rosaria Ciancaione, dalfonsiana di ferro che il governatore impose anche come candidato sindaco di Roseto degli Abruzzi spaccando il centrosinistra, di Andrea Cori e del coordinatore provinciale di Articolo 1 Stefano Alessiani.
Non sembra più essere considerato un problema la candidatura della Sclocco, l’unica che garantisce le quote rose in giunta regionale, visto che alla fine della legislatura è rimasto circa un anno ed eventuali incarichi romani del presidente Luciano D’Alfonso potrebbero accelerare le cose.
Remota l’ipotesi, pure ventilata inizialmente, di una candidatura con Liberi e Uguali dell’assessore regionale del Partito democratico Donato Di Matteo. Nel caso fosse in campo, però, andrebbe ad affollare il collegio pescarese già ricco di pretendenti.
In alto mare, intanto, sembra essere Potere al Popolo, la lista che raccoglie Rifondazione comunista, collettivi e reti civiche che professa “un agire politico dal basso e non imposto dalle solite consorterie partitiche, gruppi di interesse o varie lobbi presenti nel Paese”.
Da qualche settimana si susseguono assemblee territoriali ma non trapela alcun nome. L’unico sembra essere quello del segretario nazionale di Rifondazione Maurizio Acerbo, ex consigliere regionale che ha già alle spalle una legislatura alla Camera, che non è escluso possa essere candidato anche in collegi fuori dall’Abruzzo.






