L’AQUILA – Meno di trenta giorni per definire le liste elettorali che concorreranno a eleggere i 21 parlamentari abruzzesi della XVIII legislatura 2018-2023.

Sarà una campagna elettorale davvero breve, stando alle previsioni di legge che, sulla base delle date di scioglimento delle Camere e convocazione delle elezioni, impongono dei ritmi serratissimi verso il voto del prossimo 4 marzo.

PRIMA DEL VOTO

Il calendario è dettato dal Testo unico delle leggi elettorali, una norma che risale addirittura al 1957, con tutte le varie modifiche e integrazioni nel tempo che non hanno però intaccato le deadline fondamentali.

I simboli vanno depositati al ministero dell’Interno tra il 44° e il 42° giorno (entro le ore 16) prima del voto, in questo caso, quindi, tra il 19 e il 21 gennaio.

Le liste dovranno, invece, essere presentate tra il 35° e il 34° giorno prima del voto, insomma tra il 29 e il 31 gennaio.

La campagna elettorale, di fatto, è già in corso ma, sempre per legge, lo svolgimento dei comizi elettorali cominciare solo dal 30° giorno prima del voto fino alle 24 ore precedenti, quando scatta il cosiddetto silenzio elettorale.

Questa norma riguarda, in particolare, gli spazi di affissione e l’autorizzazione all’uso delle piazze e dei luoghi pubblici, ma in senso esteso anche le pubblicità elettorali e i banner sui giornali online.

Per quanto riguarda i sondaggi, infine, è vietata la loro diffusione nei 15 giorni che precedono le elezioni.

LE DEADLINE DEI PARTITI

Tra queste date ufficiali vanno incasellate quelle “ufficiose” che si sono dati partiti e movimenti per non farsi prendere impreparati.

Si sa già, solo per restare tra i partiti maggiori, che il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, già prima di Capodanno ha inviato a Roma rose di curriculum anche abbastanza ampie.

Il segretario regionale del Partito democratico, Marco Rapino, ha chiesto ai coordinatori provinciali di avere entro il 10 gennaio rose di nomi.

Quanto ai Cinque stelle, dopo la presentazione delle autocandidature di ieri, intorno a metà mese dovrebbero svolgersi votazioni interne agli iscritti al blog, con un passaggio in più rispetto a 5 anni fa, la “scrematura” del garante, ovvero lo stesso candidato premier, Luigi Di Maio.

DOPO IL VOTO

Andando a quello che succederà dopo il 20, invece, entro 20 giorni, ovvero il 23 marzo, si svolgerà la prima seduta delle Camere.

Verranno eletti in quella data gli uffici di presidenza provvisori, poi si procederà all’elezione dei due presidenti.

Al Senato si procede con due votazioni a maggioranza assoluta, poi una a maggioranza dei votanti e infine a una quarta e definitiva votazione di ballottaggio.

Se si votasse anche sabato e domenica (24 e 25 marzo), si potrebbe avere un presidente di Palazzo Madama già domenica 25.

Per la Camera si voterà a scrutinio segreto, nel primo voto a maggioranza dei due terzi dei componenti, per due scrutini servono i due terzi dei voti, a maggioranza assoluta dal quarto scrutinio in poi. Potrebbero servire più votazioni rispetto al Senato.

I COLLEGI PER LA CAMERA

MAGGIORITARIO

Abruzzo 01: L’Aquila, Marsica, Alto Sangro
Abruzzo 02: quasi tutta la provincia di Teramo
Abruzzo 03: quasi tutta la provincia di Pescara e in più Silvi
Abruzzo 04: Chieti e i comuni vicini dell’interno, comuni pescaresi interni (Popoli, Bussi), Valle Peligna con Sulmona e Scanno
Abruzzo 05: comuni chietini della costa, Francavilla, Vasto, Ortona, San Salvo, e dell’interno, Lanciano, Atessa

PROPORZIONALE

Abruzzo 01: province dell’Aquila e Teramo
Abruzzo 02: province di Chieti e Pescara

I COLLEGI PER IL SENATO

MAGGIORITARIO

Abruzzo 01: province di Chieti e Pescara con l’aggiunta di Silvi e Valle Peligna
Abruzzo 02: province di L’Aquila e Teramo ad esclusione di Valle Peligna e Silvi

PROPORZIONALE

Abruzzo: tutto il territorio regionale