TERAMO – “Cari cittadini della Provincia di Teramo, se avete votato sì al referendum per la riduzione dei parlamentari ecco cosa avete combinato: la provincia di Teramo sparisce dalle cartine della rappresentanza politica nazionale, la zona costiera, da Martinsicuro in giù va con Pescara; l’interno, con Teramo, viene accorpato a L’Aquila. Pensate un po’…a Bellante e Castellalto voteranno con l’Aquila, e a Mosciano e Notaresco con Pescara”.
Sono le parole di fuoco, affidate ad un post su facebook, di Paolo Gatti, ex consigliere e assessore regionale di Forza Italia, avvocato con una lunga carriera politica nel centro destra negli azzurri, e con una parentesi con Fdi e che in giovane età si è messo volontariamente in “pensione”, ma che irrompe nuovamente nell’agone politico con un duro intervento nel disegnare lo scenario del post referendum, e in riferimento alla geografia dei nuovi collegi elettorali, a seguito della vittoria del sì nella consultazione del 20 e 21 settembre dell’anno scorso, che ha sancito il taglio di un terzo dei parlamentari.
“Volete sapere cosa cambierà? – incalza Gatti – Che saremo minoranze, e i candidati, e quindi gli eletti, saranno espressione delle zone maggiormente popolose: non ne conoscerete ne’ il nome ne’ la storia. Un grazie di cuore a chi ha proposto questo scempio di democrazia, a chi l’ha votato in Parlamento e pure al governo, che ci ha cancellati definitivamente dalla mappa della rappresentanza parlamentare. Un disastro”.






