PESCARA – Il Popolo della libertà abruzzese cerca di serrare le fila in vista delle elezioni di febbraio, ma l’aria che tira è quello del “si salvi chi può”.
Prova ne è il coordinamento regionale che si è riunito questa mattina a Pescara, in cui si è parlato molto ma con la consapevolezza diffusa che la partita, in realtà, si gioca interamente a Roma.
Si sono fatte molto strette, infatti, le maglie attraverso le quali dovranno passare gli eletti del 2008 che intendono ricandidarsi: degli undici seggi strappati tra Camera (sette) e Senato (quattro) cinque anni fa si scenderà a tre-quattro al massimo, un bagno di sangue.
E nessuno può sentirsi al sicuro, neppure qualche pezzo da 90.
Non è una novità che molti si stiano guardando intorno alla ricerca di una exit strategy in altri partiti per cercare o di mettere al sicuro la poltrona già occupata o di conquistarne una nuova, magari tra gli alleati del Pdl o nel centro di Mario Monti.
Tra loro l’assessore regionale Paolo Gatti, che di fatto ha già in tasca il numero 1 alla Camera in Fratelli d’Italia, la formazione di Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Guido Crosetto, che proprio per questo ha lasciato il vertice poco dopo l’inizio.
Davanti ai big di partito, il coordinatore regionale e senatore Filippo Piccone, il suo vice e collega a palazzo Madama, Fabrizio Di Stefano, e il governatore Gianni Chiodi, anche il consigliere all’Emiciclo Luca Ricciuti ha ammesso che l’avventura con Fdi non gli dispiacerebbe, considerando che rimarrebbe comunque nella casa del centrodestra.
Gli altri malpancisti o hanno scelto di non andare, leggi Giuseppe Tagliente, Nicoletta Verì ed Emiliano Di Matteo, o si sono ben guardati dallo sbilanciarsi troppo, come Alfredo Castiglione, che ha un dialogo aperto con l’ex ministro Franco Frattini, dato in avvicinamento ai montiani.
Chi ha smentito cambi di casacca è stata Alessandra Petri (consigliere segretario dell’Emiciclo): “con il cuore sto con Fdi ma resto nel Pdl”, ha detto nel corso dell’incontro.
Un altro irrequieto è il consigliere regionale pescarese Lorenzo Sospiri. Pure lui sfoglia la margherita Pdl-Fdi per capire chi può garantirlo meglio: l’alternativa è tra la chimera del terzo posto alla Camera con i pidiellini o il secondo dietro Gatti.
Pure un parte della pattuglia parlamentare uscente ha marcato visita, Paola Pelino, Maurizio Scelli, Marcello de Angelis e Carla Castellani, mentre si è fatto rivedere dopo tanto tempo Giovanni Dell’Elce.
Alla fine i presenti si sono aggiornati a martedì o mercoledì prossimo, per cercare di strappare qualche concessione dal partito nazionale in termini di possibilità di decisioni a livello locale.
Un’impresa ardua: il redivivo leader del Pdl, Silvio Berlusconi, vuole avere le mani libere nella scelta dei candidati e si fa consigliare solo da pochi fedelissimi, avendo messo ai margini “colonnelli” e capicorrente.
Quegli stessi dispensatori di posti che oggi, prima di tutto, devono pensare a salvare il loro, e hanno pochissimo tempo e nessuna voglia di dedicarsi agli equilibri della periferia.





