L’AQUILA – “Chi si candida alle elezioni non dovrebbe dire bugie. Michele Fina è stato la priorità unica della nostra area per l’Abruzzo per il suo impegno sul territorio, per il sì al referendum e per la battaglia per il rinnovamento”.
È quanto dichiara in una nota inviata alla redazione di AbruzzoWeb il ministro uscente della Giustizia, Andrea Orlando, a proposito dell’intervista rilasciata oggi a questo giornale dall’ex sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, candidato del centrosinistra alle prossime elezioni politiche del 4 marzo al maggioritario per il Senato nel collegio L’Aquila-Teramo.
Parlando dei “giovani” come il citato Fina o Americo Di Benedetto esclusi dalle liste in favore di elementi navigati come lui, Cialente aveva affermato che “Fina, come mozione non è stato richiesto da Andrea Orlando, assolutamente, e poi la coperta era già corta”, ma Orlando non è d’accordo e difende il collaboratore della sua segreteria. (alb.or.)
RAPINO CHIUDE IL CASO CIALENTE-ORLANDO-FINA, ”POLEMICA NON ESISTE”
“La polemica sulle dichiarazioni di Massimo Cialente è inesistente”.
Lo scrive in una nota il segretario regionale del Partito democratico, Marco Rapino, replicando alle parole del ministro uscente della Giustizia Andrea Orlando, che a sua volta aveva contattato la redazione di AbruzzoWeb per smentire quanto affermato dall’ex sindaco aquilano e candidato al Senato, Massimo Cialente, sulla candidatura saltata in Abruzzo del collaboratore del guardasigilli, Michele Fina.
“Dopo la riunione regionale con esponenti della mozione Orlando era del tutto evidente che sul territorio ci fossero diverse richieste di candidatura – ricorda Rapino – Non mi è mai stata indicata da alcun esponente nazionale la candidatura sul Senato per Michele Fina, che tra l’altro era nella rosa dei nomi per le candidature, ma sottolineo che al Senato della Repubblica non sarebbe comunque potuto essere candidato non avendo compiuto i 40 anni”.
Rapino prova a stemperare il clima di polemica ringraziando “tutti quelli che si sono messi a disposizione per candidarsi, le scelte che abbiamo compiuto in autonomia sono quelle che abbiamo ritenuto più efficaci, adesso affrontiamo la campagna elettorale, il tempo per le analisi delle responsabilità di certo non si farà attendere”.






