CHIETI – Le sfide attese per le elezioni comunali di primavera in provincia di Chieti, sono quelle delle città oltre i 10mila abitanti: Ortona, San Salvo e Atessa, dove le partite elettorali rappresenteranno anche un test per la tenuta politica dei partiti. Atessa e San Salvo sono in mano al centrodestra, Ortona al centrosinistra. Eventuali ribaltoni avranno dunque un significato che andrà ben oltre il dato locale.

Non a caso in campo ci sono big della politica regionale, che in quei territori hanno i loro feudi elettorali, oltre che la residenza anagrafica. 

I consiglieri regionali Camillo D’Alessandro e l‘assessore Silvio Paolucci per il Partito democratico, ad esempio, il consigliere regionale Mauro Febbo e l’onorevole Fabrizio Di Stefano per Forza Italia, il consigliere regionale Mario Olivieri di Abruzzo civico, e il coordinatore di Movimento civico abruzzese Giulio Borrelli.

Il consigliere regionale Pietro Smargiassi e il parlamentare Gianluca Castaldi per il Movimento 5 stelle, solo per citarne alcuni.

Anche in questo caso una vittoria o una sconfitta sarà per loro decisiva in termini di carriera politica, e di medaglie da mettersi al petto.  Non solo nei tre comuni citati, ma anche negli altri 17 dove si vota, tra cui centri oltre i 5mila abitanti come San Vito Chietino, sopra i 4mila come Ripa Teatina e Tollo, sopra i mille abitanti come Arielli, Castiglion Messer Marino, Furci, Giuliano Teatino e Torricella Peligna.

ORTONA: A SINISTRA DUELLO CANOSA-D’OTTAVIO, CENTRODESTRA NON SCOPRE LE CARTE

Cominciamo da Ortona, dove è sindaco Vincenzo D’Ottavio del Partito democratico.

Qui al centro dell’attenzione sono intanto le primarie del centrosinistra, che rischiano però di lacerare piuttosto che unire, tanto che non è detto che si faranno.

In corsa ci sono infatti Cristiana Canosa, la segretaria storica di D’Alessandro, coordinatore Pd della maggioranza in Regione e commissario del Pd di Ortona. Uno dei big locali succitati. Canosa, già braccio destro del primo cittadino di Francavilla (Chieti), Antonio Luciani, ed ora nello staff del presidente della Regione Luciano D’Alfonso, è stata consulente di Abruzzo sviluppo per l’Expo, ed anche l’addetta stampa di Tommaso Coletti quando era presidente della Provincia di Chieti, oggi capogruppo Pd ad Ortona. Una candidatura per ora ufficiosa, benedetta da D’Alessandro, accettata non senza qualche malumore, e solo per amore di coalizione, da un altro big della politica teatina, l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci.

Intenzionato a ricandidarsi è però anche il sindaco uscente del Pd, D’Ottavio, che sente franare il terreno sotto i piedi. A sostenere D’Ottavio è rimasto infatti a carte scoperte solo Coletti, con la sua associazione Ortona Popolare nata proprio in vista delle elezioni.

D’Ottavio ha già detto no ad una sua partecipazione alle primarie del Pd, e non ha nemmeno escluso una sua ricandidatura. Tradotto: se non si trova una quadra, il Pd rischia di andar diviso alle elezioni.

Puntano del resto alla ricandidatura il presidente del Consiglio comunale Ilario Cocciola, il consigliere Alessandro Seccia, entrambi del gruppo civico Ortona Bene Comune che, insieme a quello del Pd, sostiene l’amministrazione guidata da D’Ottavio, al suo fianco in un’affollata conferenza stampa di fine novembre dove si è fatto il bilancio dei risultati ottenuti nel corso della consiliatura, e si è di fatto rilanciata, seppure tra le righe, la candidatura del sindaco uscente.

Chi invece ha il vento in poppa è il 27enne Giorgio Marchegiano, avvocato che iniziato la sua precoce e fulminate carriera politica nel Pd, e ha ora lanciato ufficialmente la sua candidatura alla testa della lista civica “Ortona Cambia”, al di fuori del Pd, e non ha risparmiato accuse sia al sindaco D’Ottavio, colpevole secondo lui di non aver preso posizione contro il ridimensionamento delle strutture sanitarie di Ortona, per mano del governo e della regione targati Pd, in primis sulla chiusura del punto nascite, e di altre omissioni, ma anche contro il suo a questo punto ex partito, visto che ha detto in un’intervista, “il Pd ha deluso le aspettative che si erano create ad Ortona dopo la netta vittoria del 2012”.

Non si è fatta attendere la reazione di D’Ottavio, che ha replicato ha stretto giro e a muso duro: “Mi fa specie come alcune persone che oggi sostengono la candidatura di Marchegiano non abbiano detto nulla sulle stesse tematiche. È da parte loro che c’è stato silenzio”.

Tra gli altri pretendenti alla carica di sindaco nel campo variegato del centrosinistra si fa anche il nome Nicola Primavera, sindacalista della Cgil, che ha dato la proverbiale disponibilità “a spendersi per il bene della città, se me lo chiedono”, nelle interviste rese a fine dicembre.

Si gioca invece ancora a carte coperte nel campo del centrodestra, che ancora non individua il candidato sindaco.

A curarsi della delicata partita il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, altro big della politica teatina, e il capogruppo in Consiglio comunale Tommaso Cieri.

Parola d’ordine è unità: brucia del resto ancora la sconfitta del 2012 che ha fatto perdere al centrodestra il comune di Ortona, dopo 18 anni di amministrazione, proprio causa delle spaccature interne, con le candidature di Remo Di Martino per il Popolo delle libertà, del forzista Giulio Napoleone, ex assessore e city manager, il citato Cieri, ai tempi presidente del Consiglio comunale uscente, e ancora l’ex sindaco di Chieti Nicola Cucullo, della Fiamma, recentemente scomparso, e Anna Rita Guarracino, per La Destra.

Troppi galli a cantare che si sono ritrovati senza pollaio.

Un errore da non ripetere, e per prima cosa bisognerà dunque trovare un accordo nel campo del centrodestra con il consigliere comunale di opposizione Leo Castiglione che è pronto a partecipare alla competizione con una propria lista civica, “Il Comune delle Idee”.

E con Rocco Ranalli, ex assessore comunale in quota Alleanza Nazionale, ora pronto a correre con Noi con Salvini, di cui è coordinatore cittadino.

Non pervenuto ad oggi invece Il Movimento 5 stelle, che pure sul territorio teatino ha espresso nella vicina Vasto il consigliere regionale Pietro Smargiassi, il senatore Gianluca Castaldi e l’eurodeputato Daniela Aiuto.
 
SAN SALVO: MAGNACCA CONTRO TUTTI

Qui il centrodestra punta a mantenere il suo feudo riproponendo il sindaco uscente Tiziana Magnacca, con una coalizione unita e compatta.

O quasi compatta, c’è infatti l’incognita rappresentata dall’ex consigliere regionale di Forza Italia Nicola Argirò, poi eletto consigliere comunale, uscito però sbattendo la porta a marzo 2016 dalla maggioranza di centrodestra, annunciando che si sarebbe candidato sindaco con una lista civica. Bisognerà vedere se tornerà all’ovile, o darà seguito ai suoi intenti.

Giochi aperti ma assai conflittuali invece nel centrosinistra.

Gli occhi sono puntati sul giovane coordinatore del Pd dell’area vastese, l’ingegnere Gennaro Luciano. Salvo sorprese sarà lui il candidato sindaco del Pd, con un “ma” grosso come una casa.

Nel centrosinistra c’è infatti un altro uomo forte, Gabriele Marchese, ex sindaco del centrosinistra caduto prematuramente nell’agosto del 2011 a causa dei forti dissidi all’interno della sua maggioranza, proprio con gli esponenti del Pd. Una spaccatura che ha poi portato al commissariamento e alla vittoria servita su un piatto d’argento al centrodestra di Magnacca nel 2012.

Ora Marchese è un battagliero consigliere di opposizione, con la lista civica San Salvo Democratica, che conta anche sui consiglieri Domenico Di Stefano e Angelo Angelucci.

Ma le spaccature a sinistra, nonostante il purgatorio dell’opposizione, non si sono rimarginate.

Marchese in recenti interviste ha auspicato che si trovi una convergenza sui contenuti in particolare con il Pd, e ha negato però di volersi ricandidare sindaco. Ma nessuno gli ha creduto fino in fondo.

Una cosa è certa: il centrosinistra diviso, con due candidati sindaci di un certo peso, rischia seriamente di perdere la partita.

E dunque in queste settimane si cerca di ricomporre le fratture e individuare un unico candidato, anche attraverso le primarie.

Partecipa al gioco anche Abruzzo civico, che sul territorio ha un uomo forte come il consigliere regionale Mario Olivieri.

Si era diffusa la voce di un clamorosa candidatura anche di Antonio Boschetti, ex assessore regionale del Pd ai tempi di Ottaviano Del Turco, poi pesantemente coinvolto nell’inchiesta Sanitopoli.

La IV sezione della Cassazione il 3 dicembre ha annullato per via della prescrizione i reati residui a suo carico, dopo l’assoluzione piena per il reato più grave, quello di corruzione. Boschetti, dopo anni di purgatorio, ha annunciato di voler tornare a fare politica attiva, nel suo partito, ma ha poi precisato che “non sarò della partita nelle elezioni di San Salvo”.

Battitore libero a sinistra è poi il socialista Osvaldo Menna, con le civiche San salvo lavora e San salvo evviva. Menna è stato assessore con la giunta Marchese e per le amministrative della primavera 2017 il suo ingresso nell’agone lo ha fatto in grande stile, tappezzando la città con manifesti dallo slogan “Se tu vuoi… a me piacerebbe fare il sindaco della nostra città”.

Infine in M5S, che a San Salvo ha uno dei primi meet up ed esponenti di spicco come Smargiassi e Castaldi.

Uno dei nomi di probabili candidati potrebbe essere quello di Silverio Marzocchetti, classe 1984 militante storico del meet up già candidato ma senza fortuna alle amministrative del 2012, e alle politiche del 2013. Altro nome di spicco è quello Marco Sabatini.

Ma come conferma ad AbruzzoWeb il parlamentare Castaldi, “a decidere saranno come sempre i cittadini, che già stanno facendo incontri e riunioni partendo però non dalle liste, ma dai programmi”.

ATESSA: TRA BORRELLI E PD PROVE DI DIALOGO, CENTRODESTRA PER LA CONTINUITÀ

Terzo Comune sopra i 10 mila abitanti dove si vota in Provincia di Chieti è Atessa.

Nicola Cicchitti, sindaco del centrodestra è in scadenza del suo secondo mandato e, per legge, non è possibile una sua terza consigliatura. Il centrodestra è dunque intenzionato nel segno della continuità a candidare il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Vincenzo Pellegrini, braccio destro di Cicchitti.

Più complessa la partita nel centrosinistra o comunque nel campo avverso a Cicchitti.

Ad Atessa c’è infatti un battitore libero di un certo peso, l’ex direttore del Tg1 Giulio Borrelli, leader del Movimento civico abruzzese, collegato in Regione ai due ribelli del centrosinistra, l’assessore Andrea Gerosolimo e il citato consigliere Olivieri.

Borrelli ad Atessa è stato il candidato sindaco del centrosinistra nel 2012, sconfitto ma con onore, arrivando al 45,2 per cento, pari a 3.246 voti, solo un centinaio in meno del vincitore Cicchitti.

Tutto lascia presagire che Borrelli possa ricandidarsi, anche se la sua formazione, Movimento per Atessa unita, fa sapere che attualmente, “non ci sono accordi all’orizzonte, l’unico obiettivo prefissato è quello di riaccendere i riflettori sulla Val di Sangro, con un gruppo di volenterosi eterogeneo, com’è quello del movimento civico”.

Tradotto: per avere una speranza di vittoria, occorre trovare un accordo con le altre forze in campo per costruire una coalizione anti Cicchitti. In primis con il Pd, che lo stesso Borrelli ha più volte accusato di aver dimenticato il territorio, pur governando in Regione.

Nel Pd ad avere le mazze in mano è Angelo Sciotti, segretario cittadino, ma dove conta anche il parere di una vecchia gloria della politica atessana, l’ex senatore Angelo Staniscia.

A novembre poi è nata nel campo anti-Cicchitti una nuova aggregazione politica, “Moderati per Atessa”, composta dai consiglieri comunali del gruppo misto, Giuseppe Fantasia, Melania Milanese e Antonello Scarinci, gli ultimi due i eletti con Cicchitti, e poi usciti dalla maggioranza.

E infine “Costituente di sinistra”, forza politica recentemente costituita e nella quale confluiscono le diverse anime che non si riconoscono nel partito democratico.

Forze politiche e personalità molto eterogenee, dunque non facilmente aggregabili. Ecco perché alla fine l’ipotesi delle primarie è considerata la scorciatoia per arrivare ad una candidatura unica.