L’AQUILA – “Ci siamo difesi da una legge elettorale che è un imbroglio colossale, frutto di un’intesa tra Berlusconi e Renzi e per consentire a loro di continuare a governare il Paese insieme anche dopo il 4 marzo. Una legge elettorale in cui le coalizioni sono finte perché non sono vincolate ad un programma comune, ad un premier comune, non c’è un premio alla coalizione che vince, è una legge proporzionale quindi non vincerà nessuno e il vero voto utile è quello che rappresenta l’elettore, quindi rafforzare Liberi e uguali significa sostenere in Parlamento le ragioni del lavoro, della sanità pubblica, sostenere una battaglia vera alle diseguaglianze sociali. Siamo l’unica forza politica che parla di questi temi, che ha queste priorità”.
Così il deputato Danilo Leva, candidato capolista alla Camera con Liberi e uguali nel collegio L’Aquila-Teramo in quota proporzionale, ad AbruzzoWeb indica le priorità dell’entroterra abruzzese e indica la strada da percorrere dopo le elezioni del 4 marzo prossimo.
Leva, la rottura con il Partito democratico è definitiva o magari senza Renzi si può ricucire?
Non è una questione personale, la politica è una cosa seria. La rottura con il Pd si è consumata su questioni vere che riguardano la vita reale delle persone. La rottura con il Pd si è consumata sulla scuola, perché non riteniamo la legge sulla Buona scuola adeguata a sostenere la scuola pubblica, tant’è che ha mortificato la dignità dei docenti, ha ridotto le scuole in vere e proprie aziende. La rottura con il Pd si è consumata sullo smatellamento della sanità pubblica. Questo è un Paese in cui 12 milioni di persone rinunciano a curarsi per problemi economici. La rottura con il Pd si è consumata sul lavoro, su 497mila nuovi contratti di lavoro 450mila cioè 8 su 10 sono a tempo determinato. È il trionfo della precarietà, che diventa un dato strutturale nella vita dei trentenni e dei quarantenni. La rottura con il Pd si è consumata su questi temi, quando cioè il Pd ha fatto politiche di destra abbiamo ritenuto giusto ed opportuno rompere e costruire una prospettiva per una sinistra di governo.
Il candidato premier del Movimento 5 stelle ha affermato che è superfluo parlare di programmi perché tutti, tranne loro, hanno già governato, quindi qualsiasi cosa dicono l’avrebbero potuta fare.
Il Movimento cinque stelle dice tante cose e poi fa esattamente il contrario, basta vedere quello che accade a Roma, Livorno o Torino o quello che sta accadendo con la storia, anche abbastanza stucchevole, dei rimborsi. Normalmente quelli che fanno i rivoluzionari a chiacchiere nei fatti sono peggio degli altri. Bisogna stare attenti ai qualunquisti e mi pare che Berlusconi, Renzi e Di Maio siano le espressioni del qualunquismo in questo Paese e si rincorrono molto spesso sui temi e le priorità. Liberi e uguali rappresenta invece la vera novità, la vera forza di sinistra, l’unica che sarà presente in Parlamento.
Il collegio in cui è candidato rappresenta la parte probabilmente più fragile dell’Abruzzo, l’entroterra aquilano e la provincia di Teramo. Gli eventi sismici, il maltempo dello scorso anno e le crisi industriali: quali sono le priorità?
La questione delle aree interne deve diventare priorità dell’agenda politica nazionale. Due terzi del nostro Paese sono a rischio spopolamento perché è rappresentato da piccoli e piccolissimi comuni. Bisogna mettere in piedi un meccanismo che assegni una quota di spesa pubblica fissa alle aree interne, soprattutto a quelle in cui si sono avuti eventi sismici, in cui lo spopolamento l’ha fatto da padrone, in cui sono a rischio i servizi minimi essenziali. Sulla ricostruzione, ritengo surreale che all’Aquila si ricostruisca con regole diverse da quelle di Teramo, è una follia. Ci vuole un testo unico che definisca un quadro di regole certe, uniformi, che vale in tutto il Paese, che assegni risorse certe senza rincorrere l’emergenza e che significhi certezza di diritti anche per i cittadini. Un testo unico che parli anche di prevenzione, perché se i terremoti sono ormai un fatto strutturale soprattutto per alcune parti del Paese come l’Appennino, la politica ha il compito e il dovere di riorganizzare il quadro normativo e adeguarlo a questi fenomeni. Liberi e uguali propone un po’ di buon senso, un grande piano di investimenti pubblici per la messa in sicurezza del territorio, il contrasto al dissesto idrogeologico, la messa in sicurezza degli edifici pubblici. All’Aquila c’è un tema gigantesco che è quello dell’edilizia scolastica, a nove anni dal sisma vorrei sapere quali sono gli edifici ricostruiti e soprattutto messi a norma, forse Cialente ce lo può dire. Io credo che la ricostruzione pubblica, soprattutto quella delle scuole, sia ferma al palo e questo non credo sia giusto.



