L’AQUILA – “L’Aquila chiama e L’Aquila polis si differenziano molto poco per programmi e obiettivi. Se uno di noi dovesse andare al ballottaggio, mi auguro che queste due formazioni possano unificarsi e andare avanti dritte per il loro obiettivo, che mi sembra quello di scardinare l’attuale sistema politico”.

Lo confessa ai microfoni di AbruzzoWeb il candidato sindaco dell’Aquila per la coalizione civica L’Aquila polis, Nicola Trifuoggi, lanciando quella che somiglia molto a una proposta d’alleanza agli altri civici, che schierano Carla Cimoroni aspirantr alla fascia tricolore.

Rispondendo alla domanda su come mai non si sia riusciti a compattare il fronte civico, l’ex procuratore della Repubblica del capoluogo e di Pescara spiega che “se non si è fatto, evidentemente non si poteva, almeno per quanto riguarda la formazione civica che più ci è vicina, quella di L’Aquila chiama”.

“Abbiamo seguito percorsi diversi, forse ci siamo contattati troppo tardi. Certo, dispiace che due formazioni così prossime programmaticamente si presentino divise – aggiunge – Staremo a vedere cosa accade dopo il primo turno”.

Più difficile gettare un ponte con gli altri civici, Riscatto popolare di Giancarlo Silveri, “una formazione che si qualifica per la sua posizione dichiaratamente del centrodestra”, e i Cinque stelle, “mon ci sono mai stati contatti, hanno il loro percorso che hanno seguito secondo le direttive, con il candidato sindaco (Fabrizio Righetti, ndr) sono peraltro in ottimi rapporti personali”.

Trifuoggi ha parlato di “boicottaggio” nella ricostruzione post-terremoto 2009, “alludo al boicottaggio burocratico, in particolare di quella pubblica, perché ai tempi biblici delle pubbliche amministrazioni si sono a volte aggiunti tempi ulteriori assolutamente inspiegabili”.

“Non posso dire se consapevolmente o inconsapevolmente, ma una sorta di boicottaggio, potrebbe essere definito impropriamente uno sciopero bianco, la ricerca del particolare burocratico, piuttosto che non la voglia di fare presto e bene”, precisa ancora.

“Non so se da questo si siano avvantaggiati degli imprenditori – continua poi, prudente – quando mi è stato chiesto ho ‘forse qualche imprenditore’. Non era un’accusa precisa, d’altra parte, se ne avessi, le farei in altra sede con nomi e cognomi”.

Ha fatto sensazione anche il suo attacco alle “famiglie” del potere aquilane. “Con quale candidato sindaco stanno? Bisognerebbe chiedere a loro, certo non con me, visto che io da quando ho iniziato questa campagna elettorale ho detto con grande chiarezza che intendo rovesciare questo sistema di potere occulto, questa cappa che soffoca la città dell’Aquila a beneficio di pochi”.

Qualora non accedesse al ballottaggio, ma entrasse in Consiglio comunale come candidato sindaco non eletto, l’ex magistrato non ha ancora deciso che cosa farebbe tra rispettare il mandato o dare le dimissioni, facendo entrare qualcun altro in aula. “Non c’è una decisione, non ancora. Vedremo dopo”, taglia corto.

Infine, la risposta a una critica che gli viene rivolta, quella di non aver portato a termine, da vice sindaco con delega ad hoc, il progetto di installazione di videosorveglianza anti-vandalismi nel centro storico.

“Non la sento come una mia responsabilità questa, perché io mi sono dato molto da fare perché si arrivasse a realizzare il progetto e in qualità di assessore alla Smart city ho preparato e fatto approvare in Giunta tutte le carte prodromiche, le linee guida, tutto ciò che doveva servire poi materialmente realizzare – ribadisce – Poi il progetto è passato ad altro assessorato, quello della Ricostruzione pubblica, e lì per motivi per me assolutamente inspiegabili e nonostante sollecitazioni continue, si è bloccato”, dice facendo riferimento al settore dell’assessore Maurizio Capri.

“Ho letto qualche giorno fa che il nuovo assessore ha detto che si è finalmente sbloccato, questo mi fa piacere per la città e fa piacere a me – conclude – perché vuol dire che il lavoro che avevamo fatto con i bravissimi tecnici della Smart city era valido, non capisco perché si sia perso tanto tempo”.