L’AQUILA – “Ho incontrato Vito Domenici e abbiamo chiacchierato, dice che lui e Giorgio De Matteis sono convinti che Biondi è il candidato che sono disposti a sostenere: tanti auguri, pronto a dialogare sempre, ma non ci sono presupposti politici per un discorso, se si dovessero creare ci ragioneremo”.

Così Giancarlo Silveri, candidato sindaco dell’Aquila del movimento civico Riscatto popolare, risponde ai rumors di possibili incontri con il candidato di Fratelli d’Italia, Pierluigi Biondi, nel frastagliato panorama del centrodestra che fatica a trovare una sintesi.

All’indomani delle primarie del centrosinistra, Silveri definisce il vincitore Americo Di Benedetto “uno che ragiona, ha dimostrato di saper fare. Pierpaolo Pietrucci è altro personaggio degno – prosegue – ma ha pagato lo scotto di essere accomunato alla ‘triade’ (Cialente, Lolli, Pezzopane, ndr) della quale L’Aquila, meglio tardi che mai, ha deciso evidentemente di fare a meno”.

Resta vago sulla possibilità di incontro tra moderati, lui quanto “Chicco”: “Se il nostro programma che penso sia utile alla città verrà preso in considerazione da altri non potrà che farci piacere”.

Nuove bordate al centrodestra: “Ci siamo trovati impaludati in una serie di veti incrociati e contrapposizioni di cui è difficile capire la ragione politica, evidentemente ci sono motivazioni di altro genere”.

Per Silveri tra le varie anime c’è una “non assonanza di idee che viene da lontano, alla fine abbiamo detto stop, basta, non ci interessa questo mondo perché qualora dovesse per caso vincere le elezioni, certamente non sarebbe in grado di governare per la incapacità di mettersi insieme”.

Bocciatura, infine, per il piano regolatore approvato in prima stesura dal Consiglio comunale e presentato ai media molti giorni dopo: “È una marchetta elettorale, detto brutalmente, il precedente è stato realizzato per la parte edificatoria ma non per quella dei servizi, gli standard di verde pubblico e parcheggi”.

“Pensare a un Prg per 137 mila abitanti, dopo aver favorito lo spopolamento, è difficile da concepire. Lo sviluppo sociale che secondo loro viene dato dalla pista ciclabile la dice lunga”, conclude. (alb.or.)