L’AQUILA – “Il fatto di essere nuovo alla politica mi consente di differenziarmi da quelle due anime che si sono scontrate inutilmente per tre anni e hanno bloccato la ricostruzione”.
Ai microfoni di AbruzzoWeb il candidato sindaco del Pdl e dell’associazione Domani L’Aquila, l’urbanista e docente universitario Pierluigi Properzi, spiega perché è ora di mettere da parte l'”usato garantito” della politica del capoluogo.
Anche se non nasconde il fatto che si è perso troppo tempo prima che venisse “investito” ufficialmente dal principale partito del centrodestra: “Ora occorre un’accelerazione e un’operazione di coinvolgimento nella campagna elettorale di tutte le forze”.
“Le primarie saltate – spiega, inoltre, toccando un altro nervo scoperto del partito – hanno provocato un danno alla coalizione: io ero pronto a concorrere, poi la mancata presentazione del candidato del Pdl avrebbe ridotto le consultazioni a una prova muscolare tra me e il segretario regionale della Destra, Luigi D’Eramo: una cosa poco interessante per gli elettori”.
Messa da parte la politica, Properzi tira fuori la grinta del tecnico: “Il mio lavoro è essenzialmente quello di pensare al futuro delle città, io so le cose che si devono proporre per L’Aquila e so come si deve fare per passare dal progetto dei singoli alla grande idea complessiva per il capoluogo”.
“Mi piacerebbe – aggiunge – che il confronto fosse ampio e vero, senza toni esasperati, e che si partisse da tre temi fondamentali: la riorganizzazione della macchina comunale, il tema dell’economia e quello della riconnessione del territorio”.
“Sul primo punto – spiega il professore – nonostante le risorse ingenti impiegate, si è delegata la ricostruzione alla filiera, consentendo a Cineas e Reluis, che sono due consorzi privati seppur sotto la sigla dell’università, di esaminare le pratiche della ricostruzione: lavoro che hanno fatto malissimo, senza che nessuno dell’amministrazione spendesse una parola per impedire tutto ciò”.
“Sul secondo aspetto – continua – è vero che il comune non è un soggetto economico primario ma è importante il modo in cui dà certezza agli operatori e definisce il ruolo e la prospettiva della città”.
“Passando al territorio – conclude Properzi – per varie responsabilità è stato fatto scempio dell’Aquila, colpa del progetto C.a.s.e., degli insediamenti Map e dei manufatti provvisori realizzati grazie alla delibera 58, bisognerà trovare insieme a tutti i cittadini delle soluzioni credibili: servizi, mobilità non solo su gomma. Io non sono un fondamentalista, ma penso che non possiamo più consumare un centimetro di territorio”. (red)



