L’AQUILA – Saranno direttamente il segretario nazionale Angelino Alfano e il leader Silvio Berlusconi a risolvere il caso-L’Aquila, dove il Popolo della libertà per le profonde divisioni e le polemiche interne è un una fase di pericoloso stallo non avendo, a meno di tre mesi dalle elezioni comunali, ancora effettuato il congresso provinciale (si terrà domenica prossima) e stabilito se fare o meno le primarie.

E per giunta con un pezzo di partito deciso ad appoggiare un candidato “esterno” come il centrista di centrodestra Giorgio De Matteis, leader dell’Mpa e vice presidente del Consiglio regionale che, dopo essere stato in contatto a lungo con i vertici del Pdl per un’investitura diretta senza passare per le primarie, ha rotto gli indugi annunciando la candidatura solitaria e costituendo subito, vista anche la latitanza di un partito lontano dall’unità, più di un pericolo di brutta figura per l’eventuale cavallo del Pdl al primo turno delle elezioni aquilane.

Di occuparsi della questione L’Aquila ai vertici nazionali sono stati in un incontro con il segretario Alfano, che si è svolto venerdì mattina, il segretario provinciale, Gianfranco Giuliante, accompagnato dal deputato aquilano Marcello De Angelis, direttore del Secolo, in rappresentanza anche dei colleghi deputati abruzzesi Maurizio Scelli e Sabatino Aracu, e l’ex ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, molto legato allo stesso Giuliante e sempre attento alle vicende politiche abruzzesi.

Al confronto non hanno invece partecipato il coordinatore regionale, Filippo Piccone, e il vice, Fabrizio Di Stefano.

In sostanza, Giuliante, supportato dai due parlamentari, ha tracciato la fotografia del partito all’Aquila ribadendo con forza la necessità delle primarie e il diritto che a indicare strategie politiche e candidato sindaco per le amministrative sia la dirigenza che uscirà dal congresso provinciale di domenica.

Congresso nel quale Giuliante, assessore regionale alla Protezione civile, non potrà essere rieletto per l’incompatibilità con il suo ruolo di amministratore regionale: anche se l’unica mozione presentata vede come suo successore un suo fedelissimo, Alfonso Magliocco.

La delegazione per L’Aquila ha rivendicato il ruolo e l’autonomia di una classe dirigente che vuole scegliere il candidato dopo aver costruito una coalizione: in tal senso, è stata presentata come percorribile, oltre che interessante, la ipotesi di candidatura a sindaco dell’architetto Pierluigi Properzi, ordinario di Ingegneria e vice presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica (Inu).

Secondo i partecipanti alla riunione, quella del professore e urbanista è una figura fuori dagli schemi, autorevole, che potrebbe aggregare partiti e pezzi di società civile in una città dove il nuovo disegno del territorio è un’esigenza prioritaria alla luce della ricostruzione.

In poche parole, a Roma Giuliante, confermando la richiesta di primarie in coerenza comunque con un atteggiamento adottato dalla prima ora, ha ribadito il no a De Matteis.

Un De Matteis  al lavoro a tutto campo per cucire partendo dal centro alleanze a destra e sinistra e soprattutto con la società civile, che in queste settimane ha approfittato dell’empasse del Pdl, i cui vertici, per la verità, hanno dovuto fare i conti con l’emergenza neve (lo stesso Giuliante è stato in prima linea nel coordinare i soccorsi come titolare della delega alla Protezione civile regionale) che ha costretto al rinvio del congresso inizialmente fissato per il 5 febbraio, il che ha reso ancora più preoccupante il già forte ritardo accumulato.

Il no a De Matteis, anche in questa posizione Giuliante è coerente con la guerra aperta fatta negli ultimi mesi al suo collega di coalizione alla Regione, suona anche come uno stop al governatore, Gianni Chiodi, grande sponsor del vice presidente del Consiglio regionale tanto che da mesi, la prima volta con l’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, l’abruzzese Gianni Letta, lo accredita a Roma come unico candidato possibile del centrodestra.

“All’Aquila non può decidere un teramano che sponsorizza De Matteis con pellegrinaggi a Roma che rispondono a una linea personale e non politica – hanno spiegato ad Alfano Giuliante, De Angelis e Matteoli, riferendosi a Chiodi, che è anche commissario per la sanità ma soprattutto per la ricostruzione post-terremoto, una responsabilità  che nel caso di una elezione di De Matteis a sindaco dell’Aquila gestirebbe unitariamente senza il bastion contrario rappresentato dall’attuale sindaco di centrosinistra, Massimo Cialente.

In tal senso, non è la prima volta che l’assessore regionale Giuliante si scontra con il suo presidente, una situazione destinata a ripercuotersi sul clima della Giunta regionale.

Alfano ha spiegato che Berlusconi ha a cuore le elezioni dell’Aquila e quindi gli riferirà la situazione.

Nel merito si è riservato una decisione per dirimere la drammatica controversia una volta sentiti il coordinatore e il vice.

Iscritti, elettori e simpatizzanti sperano che si faccia presto per conoscere, finalmente, strategie, programmi e candidati ed avere il tempo di valutare e poi pronunciarsi.